LAGONE

Oriolo riceve il premio “Un Bosco per Kyoto”

gennaio 28
00:00 2013

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Oriolo, il 22 gennaio, ha ricevuto in Campidoglio, così come nel 2010, il Premio “Un bosco per Kyoto”, istituito dall’Accademia Kronos e giunto alla sesta edizione. Si tratta di un conferimento “internazionale assegnato ogni anno a personalità scientifiche e politiche che più delle altre si sono distinte nella difesa dell’ambiente e della qualità dell’aria nel loro Paese. In particolare esso viene attribuito a chi ha adottato o pubblicizzato sistemi per il risparmio energetico e per la riduzione di gas serra nell’atmosfera”. Questo si legge sul portale dell’Accademia (”www.accademiakronos.it(Vai al sito di Accademia Kronos)”:http://www.accademiakronos.it). Il premio è stato conferito da una giuria della stessa composta da Anna Maria Fausto (Università della Tuscia), Vincenzo Ferrara (ENEA), Ennio La Malfa (Accademia Kronos), Riccardo Valentini (Università della Tuscia) e Marco Visconti (assessore Ambiente Comune di Roma). Oriolo Romano lo ottiene, si legge nella motivazione, “per il costante impegno nell’educare i cittadini al rispetto della natura attraverso iniziative concrete sul territorio”.
Era l’11 dicembre 1997 quando, nell’omonima città giapponese, veniva siglato il cosiddetto “Protocollo di Kyoto”. Si tratta di un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale, sottoscritto da più di 160 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Obiettivo: riduzione massima delle emissioni di CO2. Entrato in vigore il 16 febbraio 2005, con l’accordo a Doha l’estensione del protocollo si è prolungata fino al 2020, anno in cui si dovrebbe giungere al traguardo di zero rifiuti. Nel frattempo di strada in tema di politiche ecosostenibili ne è stata fatta molta. E lo stesso Premio è diventato sempre più internazionale. In mezzo, però, non si possono cancellare alcune “piaghe” come il caso Ilva di Taranto, l’emergenza rifiuti a Napoli, che minaccia anche Roma, con la discarica di Malagrotta, la cui apertura è stata nuovamente prorogata; anche a livello locale quella di Cupinoro è stata oggetto di accese discussioni nel comprensorio sabatino. Questi sono alcuni casi tipo di situazioni che poco hanno a che vedere con la green economy e che testimoniano soprattutto come una cultura della raccolta differenziata stenti a farsi largo nella mentalità della gente.
Restano quanto mai significativi gli esempi di alcuni Comuni virtuosi italiani quali Andora, Edolo, Senigallia e Sondrio e quelli del Lazio, Oriolo Romano (nel viterbese) e Trevi, in provincia di Frosinone. Tutti premiati quest’anno dall’Accademia Kronos per il risparmio energetico, per l’uso di fonti rinnovabili, per la produzione d’energia e per la salvaguardia dell’ambiente naturale. E di Stati stranieri, che hanno anch’essi ottenuto riconoscimenti in occasione del Premio. Per esempio la Costa Rica, che si prevede sarà l’unica nazione al Mondo che nel 2020 avrà raggiunto un livello di emissioni di CO2 inferiori all’ossigeno immesso nell’atmosfera dalle sue foreste. O la Bolivia. Il presidente boliviano Evo Morales ha ricevuto il Premio (ritirato dall’ambasciatore) per aver introdotto, nell’ottobre 2012, all’interno della Costituzione nazionale, la “legge quadro sulla Terra Madre”. Essa viene considerata un’entità sacra, un esempio di ecosistema dei tempi più moderni, in cui viene incluso anche l’uomo. In quanto “soggetto collettivo di interesse pubblico”, Natura ed esseri umani vengono messi sullo stesso piano, hanno pari diritti che la Madre Terra può far rispettare poiché ha anche carattere giuridico. Tra di essi: diritto ad esistere, a rigenerarsi e ad evolversi, al mantenimento dell’integrità dei sistemi di vita e dei processi naturali, alla conservazione della differenziazione e della varietà degli esseri rispettando le qualità tipiche di ciascun elemento (aria, acqua ecc) e la loro interazione e interdipendenza. Soprattutto in un momento in cui, per quanto riguarda l’acqua, l’allarme arsenico è altissimo, diventa fondamentale tutelare quello che è uno dei quattro elementi naturali basilari. Morales, inoltre, è atteso per una visita della Tuscia in primavera.
In occasione della consegna dei riconoscimenti per “Un bosco per Kyoto”, un premio all’industria italiana più ecologica è andato ad una società di Maranello che ha realizzato un’automobile, tutta italiana, ad impatto zero. Primi passi, quest’ultimo e il diritto della Terra Madre, per politiche ambientali sostenibili, tra cui un discreto livello di raccolta differenziata, applicati da alcuni Comuni, che lasciano ben sperare per il futuro o quantomeno da cui ripartire dopo la sanzione salatissima che la Commissione Europea ha imposto all’Italia per il conferimento di rifiuti non trattati in diverse discariche italiane “illegali” o “non bonificate”. Potremmo dire banalmente, puntare sulla green economy per non rimanere “al verde”. Senza soldi e senza più un ambiente sano in cui vivere.

Fonte/Autore: Barbara Conti

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