Vendita farmacia, Pizzorno: “Necessaria per le casse comunali”

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Molto si è polemizzato sulla vendita all’asta della farmacia comunale di Anguillara. Gli esponenti dell’opposizione hanno sollevato diversi dubbi sulle modalità adottate e il comitato di quartiere di Ponton dell’Elce ha rivendicato un mancato ruolo nella decisione della vendita. Abbiamo chiesto al sindaco Francesco Pizzorno di chiarire la questione, una volta per tutte.
*Ad oltre un anno dalla sua nomina di sindaco, ha già avviato una ​’campagna’ di vendita dei beni comunali, tra cui la farmacia, come mai?*
“Purtroppo il mio mandato eredita una pesante situazione finanziaria delle casse comunali, abbiamo riscontrato un ammanco per diversi milioni di euro, tra bilancio passivo, debiti con le banche e crediti insoluti. Senza voler dare la colpa ad alcuno, è evidente che tutto ciò è frutto di una mala gestione economica delle precedenti amministrazioni. Quindi, per far fronte al finanziamento di opere pubbliche di primaria importanza, ho ritenuto opportuno procedere all’alienazione di parte del patrimonio comunale, per poterne ricavare la liquidità necessaria”.
*Si è detto che le modalità della vendita non sono state del tutto trasparenti, data la trattativa privata intercorsa con gli acquirenti, è vero?*
“Il Comune ha eseguito tutte le procedure del caso, ad un primo bando d’asta andato a vuoto ne è seguito un secondo con una base d’asta più bassa, modificata da una nuova perizia, che partiva da € 1.025.117, anche questa nulla. Si è arrivati così alla trattativa privata, procedura assolutamente consentita nei termini di legge. Stavolta, dopo che le precedenti gare andate deserte, sono ben quattro le offerte giunte al Comune entro il termine ultimo del 10 ottobre. Ovvero: 1) Felice Galletta 300.000,00 euro; 2) Luciano De Cecco 511.000,00 euro. 3) Carlo Maria Bevilacqua 900.000,00 euro con servizi aggiuntivi; 4) Federico Fabiano 900.000,00 euro con servizi aggiuntivi e presa in carico della figura lavorativa di un cassa integrato. Nel fallimento delle prime due gare, ha influito molto, a mio parere, il timore delle paventate liberalizzazioni e della possibile concorrenza con le parafarmacie, che avrebbe portato ad una svalutazione dell’attuale valore commerciale”.
*Dunque, come si è conclusa la vendita?*
“Data la parità dell’offerta più alta, di due dei candidati, abbiamo proceduto ad un rilancio dell’offerta che, alla fine, si è aggiudicato Carlo Maria Bevilaqua, per € 1.030.000,00, ben sopra alla base d’asta iniziale. Per formalizzare la vendita dovremo attendere i tempi legali, dopodiché la farmacia sarà a gestione privata e sono certo che garantirà un servizio migliore ai cittadini, in quanto la reperibilità e fornitura dei farmaci sarà libera dai vincoli burocratici che comporta la gestione dei soldi pubblici. Infine, voglio ricordare che gli attuali dipendenti della farmacia, saranno assimilati come da preventivo accordo con le parti, avranno così assicurata la garanzia del posto di lavoro”.

Fonte/Autore: Francesca Quarantini