Ospedale. Rinviata la sentenza del Tar

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Attesa per ieri la sentenza di merito del Tar del Lazio sul futuro dell’ospedale “Padre Pio” di Bracciano, ma slittata di venti giorni. Il 20 aprile scorso, a seguito del ricorso presentato dai comuni lacustri, sostenuto dal Comitato per la Difesa della Salute Pubblica e da un’ansiosa consapevolezza sempre più diffusa tra i cittadini, il Tar aveva congelato, con una sentenza sospensiva, l’attuazione del decreto 80 emanato dalla Commissaria ad acta Renata Polverini, bloccando la chiusura/riconversione del nosocomio. Nel corso della seduta di ieri, la prima alla quale hanno partecipato anche gli avvocati della Regione, l’avvocato latore del ricorso dei comuni ha chiesto che il Tar di esprimesse in sede privata. Dunque ora la decisione è nelle mani di un collegio di tre giudici che entro i prossimi venti giorni dovrà formalizzare o annullare la sospensiva del 20 aprile, maturando e spiegando in una relazione apposita le specifiche motivazioni della decisione. Nel caso la sentenza di merito confermasse la precedente, il decreto 80 perderà di fatto l’applicabilità per la struttura del “Padre Pio”, che resterà pronto soccorso h24, con i suoi reparti di degenza e le sale operatorie attive.
Il Comitato si è espresso con fiducia nei confronti della magistratura, rimarcando ancora una volta come la presenza di un ospedale funzionante ed efficiente sia una necessità improrogabile e ineliminabile del territorio. Se tuttavia le premesse di questa lunga e faticosa vicenda dovessero essere smentite dall’imminente sentenza di merito, il Comitato appoggiato dai comuni e dal capofila Bracciano, ricorrerà al Consiglio di Stato. Se invece, come tutti sperano fermamente, il decreto 80 sarà definitivamente bloccato, la Regione sarà costretta a rispondere delle sue mancanze, concedere nuove assunzioni per sanare un organico annaspante e sempre più ridotto e riconfigurare il piano delle risorse per il nosocomio, che nonostante gli sforzi rischia di collassare ed estinguersi. Il Comitato si è pronunciato con veemenza sulla questione, ormai scottante: “Ignorare i bisogni della popolazione e affossare un ospedale nevralgico come il ​’Padre Pio​’ significa, fatto intollerabile e paradossale, far perire lo stato sociale di una patologia autoimmunitaria”.

Fonte/Autore: Sarah Panatta