Il bipolarismo è morto?

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La crisi dei Partiti e della loro capacità di rappresentanza ha trascinato con sé quanto si era costruito – poco e insoddisfacente – sul versante del bipolarismo.
La grande affermazione del Popolo delle Libertà alle ultime elezioni si è rivelata una “vittoria di Pirro”. La dissoluzione di quel che rimaneva del Centro Sinistra – favorita prima dalle esternazioni veltroniane sulla vocazione maggioritaria che hanno dato una spallata al governo Prodi, poi dalla pratica dell’autosufficienza che ha abbattuto definitivamente una seppur difficile ipotesi di alternativa di governo – è stato l’elemento di forza del PDL: il Partito di Berlusconi aveva già allora imboccato la via dello sfaldamento, ma la debolezza degli avversari gli ha offerto una grande vittoria numerica.
La crisi del PDL si è consumata, e quel progetto politico è ormai morto; ma, dato ancor più eclatante, anche l’attuale schema bipolare è al capolinea.
E infatti pure il PD rischia l’osso del collo: il suo progetto sembra ormai arrivato al tramonto se anche in quel Partito si ipotizzano rotture traumatiche di chi guarda al “grande centro” o di chi – l’area veltroniana – sembrava pensare (fatto poi smentito, ma resta la drammatica rottura) addirittura alla costituzione di un gruppo autonomo in Parlamento.
Al di là dei balzelli quotidiani, di voci e relative smentite, un dato appare certo: è finita l’ipotesi di un bipolarismo guidato dai due partiti faro, PDL di là e PD di qua.
E allora, abbasso il bipolarismo e a morte il PD? Sarebbe follia pura.
Ma sarebbe altrettanto sciocco ed inutile tentare di curare il malato con le solite medicine: il “nostro popolo” è sempre più sbandato e meno numeroso, è sempre meno “nostro” e sempre più di se stesso; chiede protagonismo e rifiuta pasticci e compromessi di corto respiro pur di vincere ora a tutti i costi; desidera che si costruisca un nuovo futuro.
E allora ripartiamo da lì, da questo popolo che con segni sempre più evidenti sprigiona una enorme energia potenziale che sta già “producendo lavoro” trasformandosi in altre forme di energia: lo si vede con grande evidenza anche ad Anguillara.
Dobbiamo essere tutti parte di questa energia, e guai a pensare che essa possa essere intrappolata e piegata ad interessi di corto respiro: non è più aria.
Dobbiamo rilanciare la Politica ricostruendo un senso di appartenenza, riscrivendo un sistema di valori condivisi e rispettati; dobbiamo ridare la dignità alle persone rendendole protagoniste, perché possa rinascere la speranza: solo così possiamo ricostruire quello spirito di solidarietà collettiva che è l’unico collante efficace fra governati e governanti, fra amministrati e amministratori.
E’ la maniera per rilanciare il bipolarismo e ricostruire un forte e duraturo, quanto irrinunciabile, ruolo dei partiti.

Fonte/Autore: Giuseppe Girardi