L​’Italia di Prandelli domani contro il Far Oer deve rinunciare a Rossi.

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La vita calcistica di Luca Antonelli è cambiata radicalmente negli ultimi dieci giorni. La chiamata in Nazionale e subito dopo l’esordio a Tallinn, contro l’Estonia, la prima gara europea della gestione Prandelli. Una grande soddisfazione per il giovane figlio d’arte: “Scendere in campo con la maglia azzurra è stata un​’emozione incredibile, non ho ancora recuperato perchè mi sembra di aver giocato per centottanta minuti. Quando il ct mi ha chiamato per entrare non mi sembrava vero, tanto che gli ho risposto: ​’Proprio io?​’”.
Poi racconta: “Prandelli dopo la partita mi ha fatto i complimenti, come me li aveva fatti il giorno del mio arrivo a Coverciano. Per me era già un sogno proprio aver varcato quel cancello e allenarmi assieme a tanti campioni. Il messaggio più carino che ho ricevuto dopo il match di sabato e​’ stato quello di mio padre. Lui, che non si è mai inserito nella mia carriera, era molto emozionato e martedì verrà a vedermi a Firenze”.
Per quanto riguarda la squadra, non si è allenato Giuseppe Rossi che ha riportato per un ”lieve trauma distorsivo alla caviglia sinistra”.Gli Azzurri sosterranno domani due allenamenti, quello del pomeriggio allo stadio “Artemio Franchi” sarà aperto anche al pubblico. In serata alle 20.50 incontro contro il Far Oer.
Gli errori, a Tallinn, non sono mancati, ma per raggiungere la qualità gli Azzurri hanno intrapreso la strada giusta. La voglia di giocare, di assumersi responsabilità, lo spirito di squadra, soprattutto il modo di interpretare la partita sono un segnale positivo che il commissario tecnico non sottovaluta: “Sono queste le cose che mi sono piaciute – ammette il giorno dopo la vittoria contro l’Estonia, nel ritiro di Coverciano – il gruppo ha dimostrato che sta crescendo, anche se ovviamente dobbiamo ancora lavorare molto. I ragazzi hanno risposto alle mie indicazioni, questo è quello che conta. Qualche cosa non ha funzionato, ma è solo la seconda gara e con il tempo miglioreremo”.
Più luci che ombre, anche se Prandelli non tralascia gli errori: “Bisogna rivedere l’impostazione della difesa sui calci piazzati. Contro l’Estonia abbiamo subito qualche contropiede di troppo: avevamo studiato i nostri avversari in settimana attraverso i filmati, ci aspettavamo un certo tipo di squadra e invece ce ne siamo trovati di fronte un’altra. Siamo stati sorpresi dal loro schieramento, dal modo in cui si erano organizzati per intercettare le nostre giocate e poi ripartire in contropiede. Contro le Far Oer sarà un altro tipo di gara, partiamo favoriti, ma dobbiamo andare in campo per migliorarci, per essere protagonisti”.
La vittoria scaccia in fantasmi del passato e apre il nuovo ciclo: “Sono sempre stato convinto, durante tutta la partita, che sarebbe bastato poco per vincere. Per tutti i 90’ la squadra ha inseguito il risultato, anche se l’episodio del gol poteva condizionarci. E’ normale che, dopo quasi un anno senza vittoria, i ragazzi avvertissero il peso: molti di loro facevano parte di quella Nazionale che non vinceva più e ha pensato alle conseguenze di una ennesima sconfitta. E’ importante acquistare la fiducia, solo in questo modo si riesce a dare di più. Adesso abbiamo due giorni di lavoro davanti per prepararci al prossimo incontro. La mia idea è quella di dare spazio a tutti i giocatori, effettueremo dei test di valutazione sulle condizioni della squadra e poi deciderò”.
C’è molto da lavorare, insiste Prandelli: “Voglio un centrocampo – spiega – dove, in possesso palla, ruotino le posizioni, in modo da togliere punti di riferimento agli avversari e avere un atteggiamento tattico diverso. A Tallinn gli esterni hanno spinto molto e abbiamo anche rischiato un po’, lavoreremo per migliorare l’ultimo passaggio”.
Si prepara, il cittì, al suo rientro sulla panchina dell’Italia nella città che ha tanto amato. Firenze lo aspetta e lui non intende deluderla: “E’ una gioia immensa per me – conclude – Firenze è una città che ha sempre risposto con grande entusiasmo agli appuntamenti importanti e lo farà anche questa volta. Spero in uno stadio pieno, con tante famiglie pronte ad applaudire l’Italia”.

Fonte/Autore: FIGC