Alemanno tassa la libertà di pensiero

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Senatore Pardi, cosa pensa della proposta del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di tassare i cortei?
Io trasecolo. Intanto c’è una sorta di falsificazione all’origine, perché non è vero che le manifestazioni non sono pagate sotto il profilo della pulizia. Lo sappiamo per esperienza: quando si organizza un evento bisogna mettere da parte una somma cospicua per ripulire le sporcizie lasciate. Ma è il principio che è fondamentale, l’idea di tassare i cortei è una posizione che ha qualcosa di incredibile ed è chiaramente anticostituzionale. Se c’è una cosa chiara, garantita dalla Costituzione, è il diritto di espressione e anche di fare cortei, purché senza violenza, da parte di qualsiasi cittadino. Qui siamo di fronte all’ennesimo tentativo del Centrodestra di limare, ridurre e fiaccare i diritti costituzionali. Il diritto di manifestare la propria opinione con manifestazioni è qualcosa di inalienabile; e non fa parte nemmeno dei diritti dei cittadini, fa parte dei diritti dell’uomo.

La proposta, tra l’altro, arriva dall’esponente di un partito, il Pdl, che dice di non voler mettere le mani nelle tasche dei cittadini…
In effetti l’idea di tassare i cortei la trovo gustosamente contraddittoria: il Centrodestra continua a mettere tasse ma ripete in continuazione il contrario. Per loro la manifestazione libera del pensiero è la cosa più preoccupante: non si fanno scrupoli di ostacolarla, tassandola. Una cosa che si commenta da se. Continuano a mettere le mani nelle tasche dei cittadini, e ora anche in quelle dei manifestanti.

Dietro questa “sparata” di Alemanno potrebbe esserci anche il tentativo di cavalcare lo scontento dei romani per le difficoltà che le manifestazioni creano, ad esempio, alla circolazione stradale?
Forse c’è anche questo tentativo tipicamente populistico, però se fossero coerenti dovrebbero piantarla anche di fare queste ridicole messe in scena, come quando Berlusconi e company si muovono e il traffico viene improvvisamente bloccato, deviato… Io mi salvo perché giro con lo scooter, ma se dovessi andare in Senato con l’automobile avrei dei seri problemi. Anche questo subiscono i romani, oltre all’apparato pomposo e inutile che segue i movimenti dei potenti: una strisciata di automobili, servizi segreti, pulmini con i vetri oscurati, una cosa che probabilmente non si vede più nemmeno in Sudamerica…

E poi, diciamolo, Alemanno dovrebbe preoccuparsi di altri e più gravi problemi che affliggono i cittadini della Capitale…
Certo, Roma ha altri problemi che le manifestazioni. Quello della pulizia, ad esempio. Basta fare un giro nei quartieri immediatamente periferici, e non solo, per rendersene conto.
I problemi di gestione dello spazio urbano sono infinitamente più complicati che non l’idea di colpire le manifestazioni. Basta considerare quei quartieri dove c’è l’edilizia provvisoria, le interruzioni per lavori in corso… e poi il disordine urbanistico, perché uno degli elementi fondamentali ai quali ci siamo ormai abituati e di cui non si parla mai è proprio il modo in cui la città è stata progettata e poi realizzata. Male.

Fonte/Autore: Pancho Pardi