Immigrazione: LA VERGOGNOSA POLITICA DEL GOVERNO TRA OMISSIONI E DIRITTI NEGATI

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*Onorevole Evangelisti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il governo affermano di aver ridotto a zero gli sbarchi in Sicilia e di aver praticamente risolto il problema dell’immigrazione clandestina. La Caritas invece afferma che gli sbarchi sono ripresi su altre rotte. Chi ha ragione?*
Hanno ragione entrambi, ma quella del Ministro Maroni è una ragione di cui vergognarsi. La riduzione degli sbarchi in Sicilia in effetti c​’è stata, ma è costata all​’Italia un​’oscena trattativa con il dittatore Gheddafi, costata qualcosa come 5 (cinque) miliardi di euro (euro, non lire) – da pagarsi in vent​’anni con strade ed altre opere pubbliche, oltre a motovedette per il pattugliamento in mare, aerei da ricognizione (soltanto?) ed altri armamenti – non potendo conteggiare il dolore e la negazione di ogni diritto umano ai tanti profughi ora detenuti nei terribili campi nel deserto. Cito da il Fatto Quotidiano del 6 Luglio: “Ci torturano a tutte le ore, ci insultano e ci picchiano. Stiamo morendo nel deserto”. E’ il racconto drammatico dei 245 rifugiati eritrei dal centro di detenzione di Braq, vicino a Sebah, nel sud della Libia. Storie nerissime di torture (e violenze) ripetute anche su donne e bambini. La vicenda è emersa grazie all’intervento del Consiglio italiano rifugiati (Cir) e di Amnesty International che (invano) hanno chiesto al nostro Governo di intervenire, ma i nostri ministri son più sensibili alla propaganda che alla pietà umana.

*Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, boccia la politica dei respingimenti, definendola inutile e dannosa perché si concentra solo sugli sbarchi, mentre non contrasta affatto gli irregolari che entrano nel nostro Paese come regolari…*
E qui c​’è la seconda vergogna del Ministro Maroni che vanta i ​’successi​’ nel canale di Sicilia ma tace sulla vera entità e sulle modalità degli ingressi irregolari nel nostro Paese. Il 90% dei clandestini, infatti, entra nel nostro paese via terra o in aereo, con un permesso provvisorio o un visto turistico, e poi si ferma sul territorio nazionale. Ma vuoi mettere l​’effetto che fa l​’immagine di un barcone stracolmo rispetto al flusso continuo e silenzioso ai nostri confini di terra!? E​’ come per gli incidenti. Cade un aereo, muoiono 200 persone e (giustamente) l​’Italia intera s​’interroga e s​’addolora. Poi le statistiche ci dicono che ogni anno, in Italia, si verificano incidenti stradali che provocano la morte di circa 5.000 (cinquemila) persone e il ferimento di altre 300.000, ma in pochi se ne curano…

*Poi c’è la questione della violazione dei diritti umani, in relazione soprattutto alle richieste d’asilo che con i respingimenti sono calate drasticamente…*
Qui, davvero, la Caritas dovrebbe essere più netta nei confronti del Viminale perché c​’è davvero poca carità cristiana nella cultura e nella pratica dei respingimenti e del governo dei flussi migratori. I respingimenti in mare (non quelli alla frontiera di Gorizia o di Ventimiglia) mettono in pericolo la vita delle persone. Spesso, poi, rappresentano anche una violazione dei diritti umani e di asilo, perché al Ministero tutti sanno che una percentuale altissima di quelli ai quali viene impedito di mettere piede in Italia sono uomini (e donne e bambini) che verrebbero certamente riconosciuti meritevoli di diritto di asilo politico. Non è un visione buonista ma una tutela garantita per legge. Ripeto: impedirne l’arrivo in Italia significa spesso ledere e negare i diritti fondamentali di persone meritevoli di protezione, in fuga da guerre e persecuzioni.

*Stando così le cose, come prevede si evolverà la situazione, e come si dovrebbe intervenire sul fenomeno?*
I flussi migratori rappresentano, al tempo stesso, un problema ed una opportunità. Il problema è rappresentato dall​’aumento di una criminalità diffusa e dall​’incontro fra questa e le nostre grandi organizzazioni criminali che spesso son dietro il traffico degli esseri umani (si pensi alla droga e alla prostituzione). Una opportunità per la nostra economia (le nostre pensioni, i lavori che noi non facciamo più, l​’assistenza e la cura ai nostri anziani). Il rischio è che si continui a confondere sicurezza con ostilità allo straniero. Per questo anche l’Italia dei Valori deve avere una posizione netta: tutti devono rispettare la legge, indipendentemente dal colore della pelle o dalla lingua parlata. In chiave politica, per il futuro immediato, è necessario creare un fronte per la difesa della legalità e per spazzare via il luogo comune che la sicurezza è messa a repentaglio dagli stranieri, mentre ce l’abbiamo in casa, anche tra chi siede sui banchi del governo. L​’immigrazione non è e non sarà un fenomeno passeggero, ma caratterizzerà sempre più l​’economia globalizzata. Va dunque affrontata in chiave positiva, anche in termini di cooperazione con i paesi in via di sviluppo, poi come integrazione, apertura, rispetto dei diritti e, senza dubbio, difesa della legalità. Senza mai dimenticare, insisto, che l’illegalità non ha né colore né razza.

Fonte/Autore: Fabio Evangelisti (IdV)