Zaia butta discredito su Roma e i Romani

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Il governatore del Veneto, già ministro dell’agricoltura della padania, con stipendio rigorosamente a carico – è bene sottolinearlo – di tutti i contribuenti d’Italia, Romani compresi, prendendo spunto dalla vicende che hanno interessato il passaggio di proprietà della AS ROMA Calcio, coglie l’ennesima occasione per gettare discredito su Roma ed i Romani.
Ogni persona dotata di un briciolo di intelletto può facilmente rilevare come i leghisti – ormai – facciano ad arte i federalisti quando si tratta di incassare il gettito fiscale delle loro regioni ed i nazionalisti quando si tratta, invece, di sostenere le infrastrutture, le industrie assistite, le società finanziarie con capitali all’estero, i sovvenzionamenti alle banche nordiste (come Capitalia) e le costosissime opere pubbliche – inutili come l’aereoporto di Malpensa il cui unico scopo è quello di penalizzare Fiumicino o inutili, pericolose ed inquinati come Porto Marghera – presenti nel fantomatico territorio della padania.
Dovrebbe ricordare l’ex ministro che “lui regnante” l’agricoltura italiana e stata messa in ginocchio dalla sua inerzia e dalla sua complicità nei confronti delle lobbies comunitarie e delle grandi ed assistite aziende agricole del nord senza che egli alzasse un dito in favore dei nostri produttori ed a tutela dei nostri prodotti.
Dovrebbe, altresì, ricordare l’ex ministro lo scandalo delle quote latte date agli agricoltori del nord che, in spregio alla legge ed a discapito dei tanti agricoltori della campagna romana rispettosi della legalità, hanno prodotto più latte di quello stabilito e che, invece di essere penalizzati, si sono visti regalare dal ministro padano delle “quote” in più – in base alla produzione illegalmente effettuata – mentre nulla è stato riconosciuto agli agricoltori laziali che – rispettando le quote di produzione – avevano osservato le regole.
Questi sarebbero i nuovi moralizzatori?
Ci confessi il governatore del Veneto quanto costa ai cittadini del Lazio mantenere il polo industriale di Porto Marghera o pagare le sanzioni inflitte dalla Comunità europea per lo sforamento delle quote latte da parte dei produttori del nord.
E’ ora di svegliarci e di contrastare la calata dei nuovi barbari e dei loro complici.

Fonte/Autore: Francesco Pizzorno (PD)