Un punto “fortemente inquinato” sul Lago di Bracciano, del Turano e su quelli di Fondi, uno “inquinato” a Bolsena

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Le brutte notizie per i laghi del Lazio arrivano in particolare dalle zone dove canali e torrenti convogliano scarichi non depurati direttamente nei bacini lacustri. Sono risultati “fortemente inquinati” un punto ciascuno sul Lago di Bracciano (Rm), del Turano (Ri) e di Fondi (Lt), inquinato un risultato dei campionamenti sul Lago di Bolsena, nonostante i nuovi limiti europei meno stringenti. Questa la fotografia della prima tappa nel Lazio della quinta edizione della Goletta dei Laghi-Cigno Azzurro di Legambiente, la campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute dei laghi, realizzata con il contributo del Consorzio Obbligatorio Oli Usati e per le tappe del Lazio della Provincia di Roma-Assessorato alle Politiche del Territorio e Tutela Ambientale, presentati questa mattina a Roma, durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Stefano Ciafani, portavoce Goletta dei Laghi e responsabile scientifico Legambiente; Carlo Angeletti, Direttore Dipartimento IV Tutela Ambientale Provincia di Roma.

Per entrare nel dettaglio delle analisi svolte dalla Goletta dei Laghi, i campioni risultati “fortemente inquinati” (ovvero con Enterococchi intestinali maggiori di 1.000 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2.000 ufc/100ml) sono stati quelli prelevati: allo sbocco del fosso in località Valleverde sul lago del Turano nel Comune di Rocca Sinibalda (Ri), allo sbocco del canale di San Vito sul lago di Fondi nel Comune di Monte San Biagio e dove il fosso dei Quadri sfocia nel lago di Bracciano su territorio del Comune di Bracciano (Rm). È stato rilevato inoltre un punto “inquinato” (ovvero con Enterococchi intestinali maggiori di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1.000 UFC/100ml) in località canale lido di Montefiascone (Vt) sul lago di Bolsena.

“La tappa laziale della Goletta dei Laghi ha evidenziato la falla nel sistema di depurazione del nostro Paese -ha commentato Stefano Ciafani, portavoce della campagna di Legambiente e responsabile scientifico dell​’associazione- che ancora oggi vede il 30% degli italiani non serviti da un impianto di trattamento delle acque reflue. Quest’anno Legambiente ha deciso di concentrare la sua attenzione sui casi che mettono in pericolo le acque dei laghi, segnalando ai cittadini e alle istituzioni le situazioni più a rischio, a maggior ragione dopo il recente recepimento della direttiva europea che ha permesso all’Italia di modificare in modo più permissivo i criteri e i parametri sulla balneazione che erano in vigore dal 1982. Ma nonostante il cambio di normativa, il problema dell’inquinamento resta. Dobbiamo sanare in tempi brevi questa ferita per le acque superficiali del nostro Paese, anche per evitare le sanzioni pesanti minacciate dall’Europa con l’avvio della procedura d’infrazione per non aver rispettato la direttiva sulla tutela delle acque a causa del deficit cronico sulla depurazione”.

Nei giorni scorsi, affiancando i prelievi del laboratorio mobile, la Goletta dei Laghi ha promosso diverse iniziative tra Albano, Nemi, Bracciano, Bolsena, Turano e Frosinone con banchetti informativi, visite guidate, passeggiate, regate, incontri e degustazioni per sensibilizzare sulle specificità e criticità di ogni singola situazione, riaffermando anche il valore e le potenzialità ambientali dei laghi. Sono diversificate le criticità emerse: se da un lato preoccupa la soglia negativa di meno 4 metri raggiunta nel 2005 dal Lago Albano rispetto al livello originario per gli eccessivi prelievi d’acqua in larga parte abusivi, dall​’altro sul lago di Bolsena avanzano i segnali relativi al consumo di suolo sulle sponde, con una crescita tra il 2000 e il 2005 del 7% della superficie cementificata per insediamenti residenziali, dell’11,8% della superficie occupata da insediamenti produttivi e del 13,4% dalle attività estrattive.

“Purtroppo a minacciare i preziosi ecosistemi lacustri del Lazio non sono solo gli scarichi, sui quali comunque si evidenziano opere di risanamento circumlacuali incompiute -ha spiegato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Vanno azzerate le captazioni che causano il calo esponenziale del livello idrico del lago Albano e problemi sul lago di Canterno, va fermato il cemento sulle sponde del lago di Bolsena, va affrontata la situazione di mancata depurazione a Posta Fibreno e Vico. Bisogna smettere di trascurare i nostri splendidi laghi, sono ecosistemi delicati: i 750 milioni di Euro destinati dai fondi strutturali della Regione Lazio alla tutela delle acque vanno utilizzati al meglio per risolvere i problemi, ma serve soprattutto una nuova e più forte volontà da parte delle amministrazioni locali che spesso ancora preferiscono mettere la testa sotto la sabbia facendo incancrenire le situazioni. Con l’assegnazione a tante località delle vele di Legambiente, abbiamo voluto lanciare un grande messaggio in tal senso, a partire da Anguillara sul lago di Martignano che se ne aggiudica ben quattro”.

Il passaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente è, infatti, anche l’occasione per accendere i riflettori sull’importanza che i bacini lacustri hanno per l’economia e il turismo del nostro Paese. Così si confermano 10 le località lacustri del Lazio che, come nel 2009, conquistano un totale di 28 “vele”, il riconoscimento assegnato dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club, la pubblicazione che ogni anno segnala i luoghi che hanno deciso di investire in qualità ambientale. Sette i parametri analizzati, che non riguardano solo lo stato delle acque, ma anche mobilità, energia e rifiuti, consumi idrici/acque reflue, servizi per i disabili, suolo e paesaggio, aree costiere e sostenibilità, che fanno di queste località le migliori offerte turistiche del Belpaese. Brilla fra tutte Anguillara Sabazia (Rm) sul lago di Martignano con “4 vele”; seguono con “3 vele” Montefiascone (Vt) sul lago di Bolsena, Bracciano (Rm) e Anguillara Sabazia (Rm) per il lago di Bracciano, Nemi (Rm), Castel Gandolfo (Rm) con il lago di Albano e Trevignano Romano (Rm) con il lago di Bracciano. Infine “2 vele” della Guida Blu sono andate a Ronciglione (Vt) e Caprarola (Vt) sul lago di Vico e per Bolsena (Vt).

E proprio per la situazione cronica del lago di Vico la Goletta dei Laghi 2010 ha assegnato la bandiera nera al “Centro tecnico logistico interforze Nbc di Civitavecchia” con la seguente motivazione: “Per la gravissima emergenza ambientale che sta colpendo il bacino lacustre del lago di Vico, dopo l’allarme alga rossa, con l’accertamento di concentrazioni di arsenico e metalli pesanti fuori dalle norme nei sedimenti e nelle acque del lago, riscontrate nei pressi del sito militare dismesso NBC, uno dei laboratori di progettazione e assemblaggio di armi chimiche costruito intorno alla metà degli anni Venti, a tutt’oggi ancora da bonificare”. Sulla sponda nei pressi dell’ex magazzino NBC (Nucleare, Batteriologico, Chimico) Legambiente ha rilevato infatti nell’acqua del lago di Vico una preoccupante concentrazione di arsenico pari a 20 microgrammi per litro.

“Arriva dai fossi e dai canali l​’inquinamento che mina la salute dei delicati ecosistemi dei laghi del Lazio, bisogna accelerare la realizzazione delle fognature circumlacuali e della depurazione -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Con la Goletta dei Laghi abbiamo monitorato le situazioni più critiche già evidenziate dalle analisi delle istituzioni, riscontrando situazioni di rischio per il troppo carico organico sul lago di Bracciano, sul Turano, sul Lago di Fondi e di Bolsena, ma anche preoccupanti dati sull​’arsenico a Vico. E​’ scandaloso che ancora oggi, il 12% degli abitanti che risiedono sui laghi laziali non è servito da un depuratore, riversando interamente gli scarichi nei torrenti e quindi nei laghi, secondo l’elaborazione di Legambiente sui dati del Piano di Tutela della Acque della Regione Lazio. Visto l’avvicinarsi del pieno della stagione estiva chiederemo all’Arpa dei controlli straordinari nei punti inquinanti per garantire la sicurezza di chi fa il bagno.”

http://www.lagone.it/vf/609.pdf​ Goletta Laghi

Fonte/Autore: Legambiente