I bambini del Saharawi dal 26 giugno ad Anguillara Sabazia anche la Croce Rossa Sabatina contribuisce all​’accoglienza

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Come ogni anno la Croce Rossa di Anguillara Sabazia contribuirà all​’accoglienza dei bambini Saharawi nel nostro comune. I bambini, una decina di età compresa tra i sette e gli undici anni, arriveranno sabato 26 giugno 2010 presso la parrocchia Regina Pacis, dove pernotteranno durante tutta la permanenza. Noi saremo subito presenti sia per conoscere bambini ed accompagnatori, sia per aiutare nelle prime fasi dell​’accoglienza. Quest​’anno infatti Anguillara sarà la prima tappa dei nostri amici Saharawi, per cui è doppiamente importante esserci! La partenza dalla nostra città è prevista per il 9 luglio 2010. Il Comune di Anguillara provvederà ad organizzare i pranzi presso vari ristoranti della zona, mentre Capparella metterà a disposizione i propri autobus di linea gratuitamente.
La cena è offerta da alcune famiglie.
I nostri volontari, così come gli scout e altri collaboratori, invece svolgeranno attività ludiche e ricreative: gite al lago, giochi in parrocchia, laboratori creativi.
Per quanto ci riguarda le date sono il 3,4,5 ed 8 luglio, dalle ore 9,00 (dopo aver fatto colazione) alle ore 13,00 (dopodichè li accompagneremo a pranzo) e, se possibile, dalle 17,00 alle 19,00. Le attività coinvolgeranno tutti i Volontari della Croce Rossa Italiana di Anguillara Sabazia .
Per conoscere un po’ meglio questo popolo possiamo dire che il sahr?w? è costituito dai gruppi tradizionalmente residenti nelle zone del Sahara Occidentale che, già nel corso della dominazione della Spagna, avevano cominciato, negli anni trenta, a reclamare la loro indipendenza e ancora oggi chiedono il diritto all’autodeterminazione, ma la soluzione continua ad essere una mera speranza.
La principale risorsa economica del Sahara Occidentale, oltre alla pesca e alla pastorizia nomade, è l​’estrazione di fosfati, di cui il sottosuolo è ricco. La principale miniera, a cielo aperto, è a Bou Craa e collegata al mare, per il trasporto marittimo, con un nastro trasportatore della lunghezza di circa 100 chilometri che è il più lungo al mondo.
Il Sahara è un paese di sole e di acqua ed il futuro mondiale avrà bisogno di questi due fattori per privilegiare lo sviluppo. Attualmente i Saharawi in esilio nei campi per rifugiati a Tindouf producono la maggior parte dell​’energia da tecnologia solare e, se un giorno potrà tenersi il referendum per l​’autodeterminazione, ci sarà un ritorno di profughi che in misura maggiore di altri popoli saranno abituati all​’uso di questa tecnologia. L​’acqua potabile è presente in una importante falda freatica che è sottostante ad una vasta porzione del paese. La popolazione vive quasi esclusivamente di aiuti internazionali, esistono tuttavia alcuni esperimenti di coltivazione, allevamenti di capre e cammelli e piccole attività commerciali e di artigianato. In questi anni i Saharawi hanno posto una notevole attenzione all​’infanzia dando la possibilità a
tutti i bambini e le bambine di frequentare le scuole fino ai quattordici anni circa. Per quanto riguarda l​’istruzione superiore i ragazzi e le ragazze sono purtroppo costretti a recarsi all​’estero in paesi che si rendono disponibili ad ospitare studenti (soprattutto Cuba, Algeria, Libia). Attualmente la maggioranza del personale medico e infermieristico saharawi è composto da laureati a Cuba. Nei campi profughi è di notevole rilievo anche il ruolo delle donne che si sono trovate a gestire tutta l​’organizzazione della vita nel deserto visto che la maggior parte degli uomini era impegnata nelle attività militari.

Fonte/Autore: Ufficio Stampa Croce Rossa Sabatina