Anguillara, manifestazione per la scuola dell​’infanzia

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    “La scuola materna non è scuola dell’obbligo, quindi arrangiatevi !!!” Questo si sono sentiti rispondere, dal Provveditorato, i dirigenti del 205° circolo didattico di Anguillara Sabazia, che chiedevano l’attivazione di due nuove sezioni presso la Scuola Materna, per far fronte alle richieste di iscrizione presentate dalle famiglie.
    Trenta bambini, quindi, non potranno frequentare la scuola dell’infanzia, e tutti gli altri staranno in classi sovraffollate (fino a 28 alunni !!!). Anche in violazione delle norme, come accadrà per quelle classi con bambini diversamente abili, che, appunto per legge, non potrebbero superare le 20 unità.
    Ecco, dunque, che mese dopo mese, si va materializzando il disastro della Scuola Pubblica italiana, scientificamente voluto dal governo Berlusconi, e messo in atto dall’accoppiata Tremonti-Gelmini attraverso una “cura dimagrante” di ben otto miliardi di euro di tagli.
    Il caso di Anguillara non è che uno dei mille e mille esempi di ciò che sta avvenendo da Aosta a Trapani. Ovunque, il peso dei risparmi si concentra sulle famiglie e mira a smantellare lo Stato sociale, così come lo abbiamo costruito e conosciuto negli ultimi 40 anni. Chi viene veramente penalizzato? Certamente non i redditi alti ed altissimi, che hanno i mezzi per rivolgersi alle strutture private oppure possono fare ricorso alle baby sitters. Il coplo arriva sui ceti medi e bassi, sui lavoratori e, soprattutto, sulle lavoratrici. Infatti, distruggere la Scuola dell’infanzia ed azzerare il tempo pieno anche nella scuola dell’obbligo, significa voler costringere le donne italiane a rinunciare al lavoro, a ritornare, volenti o nolenti, entro le mura domestiche. In questo meccanismo non c’è solo una logica finanziaria iniqua, di chi preferisce tagliare sui servizi invece che colpire le rendite e combattere l’evasione fiscale, ma c’è anche un obiettivo più subdolo, meno palese, e tuttavia ben presente nella cultura politica della Destra: contrastare l’emancipazione femminile, riportare indietro l’orologio della Storia, magari agli anni ’50.
    Ce n’è abbastanza per indignarsi e per avviare una rivolta morale? A me sembra di si. Francamente, la misura è ormai colma.
    Benissimo hanno fatto molti genitori di Anguillara ad indire una manifestazione pubblica, che si terrà giovedì prossimo alle 17 presso l’edificio scolastico di Monte le Forche. Sarà bene che siano presenti tutti coloro che hanno a cuore non solo le sorti della scuola pubblica, ma, più in generale, il futuro dell’Italia.

    Fonte/Autore: Minnucci