Il Ministro La Russa, nel rispondere all​’interrogazione di Rao, ammette l​’inquinamento del lago di Vico.

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    Il Ministro La Russa, nel rispondere all’interrogazione verbale del deputato Rao, ammette l’inquinamento del lago di Vico, pur discolpando i militari e dichiarando di origine storica la contaminazione del sito militare NBC di Ronciglione.

    Il comitato per l’acqua potabile, dopo la inequivocabile affermazione di un Ministro della Repubblica, che ha confermato il lago di Vico inquinato, chiede pubblicamente a tutti gli Enti preposti e le Istituzioni:
    come si può continuare a captare le acque per Ronciglione e Caprarola da questo bacino idrico?

    Resoconto stenografico dell​’Assemblea
    Seduta n. 330 di martedì 1 giugno 2010

    Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

    (Iniziative di competenza del Ministero della difesa in relazione alla presenza di sostanze inquinanti nelle acque del lago di Vico – n. 3-01099)

    PRESIDENTE. L​’onorevole Rao ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01099, concernente iniziative di competenza del Ministero della difesa in relazione alla presenza di sostanze inquinanti nelle acque del lago di Vico (Vedi l​’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

    ROBERTO RAO. Signor Presidente, signor Ministro, la situazione del lago di Vico, che – per chi non lo conoscesse – è un bellissimo lago vulcanico in provincia di Viterbo, appare decisamente preoccupante.
    Si è scoperto recentemente che le sue acque sono ricche di arsenico – elemento classificato come cancerogeno dall​’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro – e le relazioni dell​’Arpa Lazio dimostrano che, da qualche anno, vi fiorisce anche una pericolosa alga, detta anche «alga rossa», produttrice di una tossina cancerogena.
    Lei dirà : «Cosa c​’entro io?». Questi valori – tutti ben al di sopra di quanto previsto dalla normativa vigente, al netto Pag. 42delle deroghe di cui in Italia, purtroppo, spesso si abusa – risulterebbero anche da un​’indagine commissionata dal Ministero della difesa.
    Tale indagine individua, tra le cause, tonnellate di pericolosi materiali interrati nei pressi del magazzino – materiali di difesa Nbc (ossia nucleare, batteriologica e chimica) – di Ronciglione, il cui confine è proprio a ridosso delle sponde del lago.
    Signor Ministro – e mi avvio alla conclusione – gli abitanti dei due comuni, di cui il lago è l​’unica risorsa idrica anche potabile, vorrebbero sapere come stanno realmente le cose, se lei ed i vertici militari siate a conoscenza della situazione, quali siano i rischi – ad oggi e nel futuro – per la popolazione, e come il Ministero intenda procedere per bonificare totalmente e – se possibile – definitivamente l​’area.

    PRESIDENTE. Il Ministro della difesa, Ignazio La Russa, ha facoltà di rispondere.

    IGNAZIO LA RUSSA, Ministro della difesa. Signor Presidente, onorevole Rao, l​’ex magazzino materiali per la difesa Nbc (nucleare, batteriologica, chimica) di Ronciglione è stato realizzato negli anni trenta per la produzione, lo stoccaggio e il caricamento di gas fosgene presumibilmente per il solo caricamento di ordigni bellici. È stato inserito nel 2007 tra i beni dismissibili della Difesa e – prima di procedere alla sua alienazione – è stato deciso di effettuare un rilevamento preliminare dell​’area per quantificare eventuali attività di bonifica da porre in essere.
    A tale scopo la Difesa ha dato incarico ad una società privata, la Soing, di identificare masse metalliche non eventualmente presenti in profondità. Ciò è avvenuto tra la fine del 2007 e l​’inizio del 2008. Gli esiti di tale indagine geofisica hanno evidenziato la presenza di masse interrate di varia tipologia, tra cui alcune di natura ferro-magnetica, riconducibili anche ad eventuali ordigni inesplosi, un livello appena superiore – in tre dei dieci campioni di terreno prelevati – ai valori di concentrazione consentiti dalla legge n. 152 del 2006.
    La situazione è stata notificata agli enti locali: alla regione Lazio, alla provincia di Viterbo, al comune di Ronciglione, evidenziando, in particolare, che la contaminazione del sito ha origine storiche e si è conclusa comunque al termine della seconda guerra mondiale con lo stoccaggio di munizionamento.
    Considerato il tempo trascorso – sono più di sessant​’anni – mi consenta di dire che non sussistono elementi per supporre che la contaminazione possa essere suscettibile di ulteriore aggravamento e, pertanto, non appare necessario procedere con la messa in sicurezza di emergenza. La competente direzione generale degli armamenti ha tuttavia preparato uno studio per verificare come e quanto costa intervenire.
    Faccio presente inoltre che al comune di Ronciglione il direttore tecnico e logistico di Interforze ha precisato che non esiste correlazione tra l​’inquinamento del sito militare e quello del lago, in quanto il superamento del valore di soglia per l​’arsenico, di poche parti per milione, presso il sito militare non può giustificare l​’alta concentrazione rinvenuta nel sedime al centro del lago. Inoltre nel lago sono state rinvenute anche altre concentrazioni di nichel e cadmio, che sicuramente non hanno alcuna relazione con le attività militari presenti o passate. La fonte di contaminazione dev​’essere dunque ricercata altrove. Non si è proceduto ancora con la messa in sicurezza di emergenza del sito poiché è previsto obbligatoriamente per legge solo nei casi di contaminazione presenti laddove il tempestivo intervento è mirato a confinare o a porre rimedio alle cause dell​’inquinamento.
    A tale caratterizzazione la Difesa provvederà comunque, quanto prima (trattandosi di contaminazione storica è prevista esclusivamente la caratterizzazione dell​’area cui provvederemo quanto prima). Tali interventi – mi preme sottolinearlo – sarebbero stati condotti a prescindere dai rilevamenti condotti dall​’Agenzia regionale per la protezione dell​’ambiente.

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    PRESIDENTE. L​’onorevole Rao ha facoltà di replicare.

    ROBERTO RAO. Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro, il quale ci dice praticamente che il lago è inquinato di suo. Tutto ciò ci tranquillizza sotto il profilo della Difesa, ma, siccome anche il Ministro dell​’ambiente e della tutela del territorio e del mare, interrogato per le problematiche di competenza, ha risposto in maniera articolata, ma non ha fugato alcun dubbio, restano le preoccupazioni di chi beve quell​’acqua, che di fatto – anche lei oggi lo conferma – è inquinata di suo.
    Per quanto le compete, la contaminazione è storica, ma, signor Ministro, c​’è. Quindi anche per questo apprezzo il fatto che al più presto sia prevista la bonifica, anche perché lei ha parlato di gas fosgene che praticamente, se viene utilizzato nei bombardamenti, siamo al limite delle violazioni di tutte le convenzioni internazionali. Sarebbe stato interrato, chiaramente non utilizzato, però vuol dire che sta lì sotto. Mi dicono, signor Ministro, che dalla Difesa era stato effettuato un carotaggio ad un metro e mezzo, ma siccome ora il Demanio giustamente deve vendere tale area è stato chiesto un carotaggio più in basso e a cinque metri hanno trovato queste casse con tonnellate di sostanze che riteniamo almeno pericolose. Per evitare che tali sostanze percolino pian piano verso il lago o le falde idriche, sarebbe opportuno – come lei giustamente ha anche ricordato – intervenire al più presto anche in emergenza, seppure non siamo nella proclamazione ordinaria dell​’emergenza.
    Certamente l​’arsenico può derivare anche dall​’origine vulcanica della zona, però sono certo che la popolazione dei comuni di Ronciglione e Caprarola, in particolare, nel periodo estivo, i ragazzi e le persone che fanno il bagno in quel lago vorrebbero essere tranquilli che nella zona non ci sia tra un po​’ di tempo un totale divieto di balneazione o qualcosa di peggio che potrebbe verificarsi negli anni.
    Per quanto rientra nei suoi poteri ci aspettiamo un impegno ancora più concreto, finora però dobbiamo renderci conto che tutti gli organi di governo, nazionale e locale, sembrano aver trascurato il problema e non aver dato adeguata informazione alla popolazione. È il momento di agire con trasparenza, come oggi lei ha fatto, per porre rimedio, anche per quanto le compete, a una situazione che sta a cuore certamente a me come a lei.

    Fonte/Autore: COMITATO ACQUA POTABILE