COMITATO INTERCOMUNALE PER EMMA BONINO PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO

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    COMITATO INTERCOMUNALE PER EMMA BONINO

    PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO

    (Anguillara, Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Trevignano, Osteria Nuova, ENEA-Casaccia)

    INDIRIZZI PROGRAMMATICI PER IL NOSTRO TERRITORIO

    PREMESSA

    Il governo della Regione Lazio richiede un forte salto in avanti, una netta discontinuità con il passato: innanzitutto rispetto alla precedente giunta Storace, che si ripropone dal momento che l’ex governatore è alleato forte della Polverini e candidato alla presidenza del Consiglio regionale; ma anche rispetto alla giunta Marrazzo che, fra tante iniziative pregevoli nonostante la pesante eredità delle scelte scellerate operate da Storace, non è stata esente da errori e lentezze.

    Oggi, le difficoltà economiche di un crescente numero di famiglie italiane, l​’esasperazione dei conflitti sociali e la generale perdita di credibilità della classe politica rendono urgente rinnovare le forme della politica mettendo al centro alcuni valori fondamentali: la tutela dei bisogni sociali, i valori della pace e della cooperazione internazionale, la centralità del lavoro e la difesa dei diritti del lavoratore; la sostenibilità ambientale e sociale e la tutela dei beni comuni, una politica dell’accoglienza e della solidarietà, una particolare attenzione alle varie forme di cooperativismo che sempre più rappresentano una opportunità di lavoro per milioni di persone

    Emma Bonino incarna perfettamente questo nostro obiettivo di fondo: persona di grande autorevolezza, concreta, apprezzata anche dai suoi avversari politici; autentica paladina dei diritti civili, della efficienza e della moralità nella gestione delle Istituzioni; esperta in molti settori e conoscitrice del contesto nazionale ed europeo.

    Credibile portabandiera della lotta alla inefficienza, vera palla al piede nella nostra regione.

    LE PRIORITÀ GENERALI DEL NOSTRO TERRITORIO

    Democrazia partecipata

    Come premessa generale affermiamo la necessità che si sviluppino, attraverso una forte azione di stimolo politico ed incentivi anche economici da parte della Regione, processi di partecipazione diretta della popolazione nella gestione del “bene pubblico”.

    Le nostre proposte per la Regione:

    · vanno riproposti e potenziati strumenti importanti di democrazia partecipativa quali:

    ? le “Agende 21” (a vari livelli: comunale, di comprensorio e provinciale);

    ? il Bilancio Partecipato.

    Acqua e beni comuni

    Noi vogliamo che la gestione dei beni comuni sia sottratta alla logica del mercato e rimanga nelle mani di organismi totalmente pubblici, e ciò vale tanto su scala locale quanto su scala globale.

    Le istituzioni nazionali e locali devono avere due obiettivi: l​’uno è quello di introdurre normative per proteggere i beni comuni, l​’altro agevolare la massima partecipazione delle comunità nel disciplinarne l​’accesso e l​’uso.

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Dichiarare formalmente l’acqua bene comune e patrimonio dell’umanità, facendo propri i contenuti del “Manifesto Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua”.

    § Contribuire alla istituzione di una gestione pubblica del bene comune acqua, ispirato a criteri di efficienza, equità, trasparenza.

    § Rivedere la composizione degli ATO che devono rispecchiare l’effettiva unitarietà dei sistemi idrogeologici, superando il burocratismo che li identifica con i confini delle Provincie

    § Rivedere le modalità di funzionamento degli ATO, nei quali deve essere assicurata maggior trasparenza nelle decisioni, reale potere decisionale da parte dei Comuni, ma specialmente la partecipazione delle popolazioni – attraverso forme di rappresentanza – ai processi decisionali e di controllo

    § Assicurare trasparenza nei processi di affidamento del servizio integrato, che non può essere affidato

    § Rivedere le condizioni del contratto di servizi, oggi con ACEA-ATO2 per la provincia di Roma, per assicurare la qualità del servizio e la possibilità di reale controllo – anche mediante partecipazione democratica delle comunità locali, come previsto dalla direttiva europea

    § Rivedere la convenzione con ACEA sulla captazione delle acque del lago di Bracciano

    Ciclo dei rifiuti

    Occorre approvare rapidamente il piano regionale sui rifiuti, che va però rivisitato e migliorato per rendere compatibili le iniziative concrete e di settore con le scelte di fondo – ad esempio gli obiettivi di raccolta differenziata: ci riferiamo in modo particolare alla chiusura delle grandi discariche e alla realizzazione di impianti di trattamento. Sugli impianti occorre essere chiari: il numero di termovalorizzatori va contenuto al minimo essenziale, valutando anche la possibilità di introdurre tecnologie innovative rispetto alla termovalorizzazione; gli impianti di selezione a valle vanno dimensionati – nel numero e nelle potenzialità – in modo da trattare la sola frazione residua.

    Nel nostro territorio non mancano elementi di criticità, che già in passato si sono pericolosamente presentati.

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Continuare a finanziare la penetrazione della raccolta differenziata in tutto il territorio, ponendo inoltre una particolare attenzione alla promozione di politiche e pratiche volte alla riduzione della produzione di rifiuti nei processi produttivi, nelle attività di servizi, e nel settore privato;

    § Favorire la costituzione di un Ambito Territoriale Ottimale per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti: occorre grande fermezza per superare difficoltà legate a forme di campanilismo localistico o alle pressioni di grandi gruppi economici;

    § La chiusura della discarica di Cupinoro non deve rimanere uno slogan: occorre agire concretamente per rispettare la scadenza del 2012, senza scorciatoie o misure emergenziali (come la selezione a valle sovradimensionata). Per il post-discarica occorre ridimensionare le potenzialità del previsto impianto di trattamento a valle dei rifiuti, che rischia di configurarsi come un vero fenomenale disincentivo alla pratica virtuosa della raccolta differenziata – basata sul “porta a porta” – da parte dei Comuni del comprensorio.

    § Occorre scongiurare la realizzazione di una discarica ad Allumiere, in un comprensorio, caratterizzato da forte pregio ambientale e già pesantemente “caricato” dalla discarica di Civitavecchia e dal polo di produzione elettrica in quella stessa città; occorre anche considerare la presenza dei depositi di rifiuti nucleari presso il centro ENEA-Casaccia e l’inquinamento elettromagnetico generato dalla radio vaticana.

    Ricerca e innovazione

    Nella regione Lazio ha sede oltre il 50% degli Enti Pubblici di Ricerca e alcune delle università più grandi del Paese: costituiscono una straordinaria risorsa finora usata poco e male, strumento essenziale per la Regione nella definizione ed attuazione delle politiche nei campi dell’energia, della ricerca e dell’innovazione. In questo quadro occorre valorizzare i grandi centri di ricerca, nei quali favorire la coabitazioni di più enti di ricerca e università per essere meglio in grado di attrarre progetti nazionali ed europei centrati sul territorio regionale.

    Ciò è tanto più vero in quanto una parte importante del tessuto industriale del Lazio è legato a tematiche che hanno una valenza intrinseca di innovazione, come per esempio l’industria aerospaziale con il suo indotto.

    La delocalizzazione in atto dei processi produttivi maturi si contrasta creando “conoscenza” che, per definizione, non può essere delocalizzata. E’ un fatto che le piccole e medie imprese che hanno investito in ricerca e in prodotti innovativi hanno sofferto in minima parte della crisi economica in atto, sia in termini economici e sia in termini di occupazione.

    L’ENEA, in particolare, può svolgere un ruolo essenziale in campo energetico e ambientale, per lo sviluppo di nuove tecnologie ed il loro trasferimento al sistema delle imprese, oltre che per un supporto preziosissimo sia in sede di pianificazione che di monitoraggio delle iniziative: per questo la Regione può svolgere un ruolo attivo nel processo in atto di riforma e riorganizzazione dell’ENEA che si concluderà nei prossimi mesi.

    Le nostre proposte per la Regione:

    · Considerare il ricorso organico dei grandi enti elemento essenziale per la pianificazione delle politiche energetiche ed ambientali e di innovazione industriale

    · Istituire una consulta permanente che individui le tematiche di riferimento della Regione e le priorità su cui basare la politiche della ricerca e della innovazione

    · Contribuire al potenziamento del centro ENEA-Casaccia, importantissima risorsa del territorio, potenziale luogo di aggregazione di realtà scientifiche e tecnologiche diverse: chiediamo alla Regione di contribuire alla sua modernizzazione specialmente sul lato dei servizi scientifici e strutturali sottocritici (causa delle politiche dissennate di risparmio degli ultimi 15anni) che vedano coinvolto anche il territorio circostante (ad esempio per la permanenza di studenti o personale scientifico di altre istituzioni)

    Energia

    La vocazione ambientale del territorio lo rende particolarmente indicato per pratiche virtuose in campo energetico, per contribuire ad accelerare la transizione verso un’economia sempre meno dipendente dai fossili e accelerare le iniziative volte alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, principale responsabile dei cambiamenti climatici globali.

    Un punto prioritario è il netto NO alla realizzazione di centrali nucleari, smascherando il doppio-giochismo della Polverini che nella realtà approva il piano di Berlusconi e strumentalmente si dice contraria alla realizzazione di centrali nel Lazio.

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Nessuna centrale nucleare nel Lazio; cooperazione con le altre regioni contrarie, con organizzazioni e movimenti antinucleari per scongiurare questa scelta insensata su tutto il territorio nazionale

    § Costruzione di un programma di ricerca e innovazione, finanziando i grandi enti presenti nella regione (il Lazio vede la più grande concentrazione europea di operatori nel campo della ricerca) e le imprese votate allo sviluppo di tecnologie innovative: nuove risorse vanni indirizzate in questa direzione

    § Intervenire con efficacia su entrambi i fronti della produzione dell’energia e del suo utilizzo, incentivando sia la realizzazione di sistemi basati su fonti rinnovabili e sia l’adozione di misure volte ad incrementare l’efficienza energetica.

    Salvaguardia del territorio; agricoltura; turismo

    Le caratteristiche del nostro territorio richiedono una particolare attenzione verso le tematiche ambientali ed ecologiche, rispetto alle quali la regione gioca un ruolo centrale.

    Occorre intervenire, anche nel nostro comprensorio, per affrontare il degrado del sistema idrogeologico, caratterizzato prevalentemente dal deterioramento della qualità delle acque e da un uso improprio del territorio. Particolare attenzione merita la questione urbanistica, essendo sempre forte la convinzione che lo sviluppo dell’edilizia rappresenti un volano essenziale per lo sviluppo dell’economia: si può cogliere l’occasione del “piano casa” per valorizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del costruito.

    Occorre, invece, puntare su agricoltura e turismo, nel primo caso incentivando iniziative che puntino alla qualità dei prodotti ed alla chiusura della filiera, nel secondo rispondendo ad una domanda di turismo non di massa, dove gli individui sono interessati a scoprire le potenzialità del territorio, viaggiando attraverso l’arte, la storia la cultura, la tipicità dei prodotti e il gusto dell’enogastronomia locale.

    Si può rifondare un’economia del turismo in cui l’idea della conservazione e della fruizione del territorio, della produzione e fruizione di cultura, inneschino meccanismi economici virtuosi capaci di coinvolgere direttamente le popolazioni locali nel rilancio produttivo del Territorio attorno al tema della Qualità e della Tipicità

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Attivare e potenziare adeguati strumenti per contrastare con decisione l’indebito sfruttamento delle risorse naturali, l’abusivismo edilizio, l’inquinamento elettromagnetico, l’Inquinamento delle acque e del suolo.

    § Potenziare il ruolo di salvaguardia e l’efficienza del Parco dei Due laghi e della Riserva naturale regionale di Monterano: la rapida approvazione del piano d’assetto, e la sburocratizzazione degli apparati tecnici e di governo dell’ente parco rappresentano una condizione essenziale per la valorizzazione del suo ruolo, rispondendo efficacemente ad un luogo comune che vede in questo organismo una ulteriore struttura burocratica, inutile e dannosa. Salvaguardare la “tenuta di Vicarello” da possibili speculazioni edilizie.

    § Promuovere opportunità di lavoro locale legato alla tutela e fruizione dei beni ambientali;

    § Sostenere gli operatori turistici, troppo chiusi in iniziative individuali, spesso lodevoli, ma isolate. Occorre stimolare una riflessione approfondita sul tema, e favorire un processo decisionale condiviso, capace di fare incontrare le istituzioni e i diversi attori coinvolti intorno ad un progetto comune condiviso; occorre inoltre investire sulla formazione permanente degli operatori locali ed incentivare le attività ricettive al conseguimento dell’ecolabel (certificazione ambientale) tenuta in gran considerazione dai turisti stranieri, in quanto sinonimo di qualità, ristorazione a km 0, attenzione al risparmio idrico ed energetico, ai rifiuti,

    § Aiutare ed incentivare quelle aziende e quegli imprenditori agricoli che, nonostante le difficoltà congiunturali del settore, continuano a scommettere e a investire sul territorio producendo lavoro e reddito

    § Promuovere lo sviluppo delle attività legate all’agricoltura, che insieme al turismo sostenibile rappresenta la principale risorsa economica delle nostre zone, sia partecipando alla promozione di certificati di qualità di prodotti locali sia più in generale puntando sulla “filiera corta”

    § Rafforzare e migliorare il ruolo delle Università agrarie sul territorio

    Lavoro, politiche sociali e solidarietà

    Occorre garantire servizi sociali di qualità più elevata ad un numero sempre maggiore di cittadini, con alcune priorità: infanzia, anziani, famiglie disagiate. Parallelamente, occorre una azione per la tutela e la garanzia del lavoro contro la crescente disoccupazione e la dilagante precarietà.

    Viviamo in un Paese che non rispetta il lavoro e dove crescono forme di disuguaglianza, nel quale si è scavato un abisso tra ricchi e poveri, giovani e anziani, tra chi vive di rendita e chi di lavoro; un Paese in cui ogni giorno si muore per lavorare, in cui i salari sono i più bassi di Europa, in cui la prospettiva per i giovani è di vivere precari per quasi tutta la vita e per alcuni, tutta la vita. Noi non vogliamo un simile Paese.

    In questo campo la Regione può svolgere un ruolo importante, contribuendo alla ridefinizione di un modello di sviluppo che guardi anche al sostegno dei redditi da lavoro dipendente e da pensioni. Occorre una sempre più avanzata qualificazione della produzione attraverso investimenti nella ricerca, nell​’innovazione e per l​’innalzamento dei livelli d​’istruzione e formazione del nostro Paese. Dobbiamo ritornare ad affrontare con serietà temi quali la precarietà, l’insicurezza, la perdita del potere di acquisto dei salari, la distorsioni del mercato del lavoro.

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Sostenere i Comuni nell’affrontare i disagi legati alla casa, nell’assicurare l’accesso alle agevolazioni anche agli stranieri secondo meccanismi di pari opportunità, nel depotenziare il ricorso alla illegalità.

    § Investire sulla formazione dei giovani e degli immigrati per innalzare i livelli di professionalità e offrire maggiori opportunità di inserimento in un mercato del lavoro più qualificato, soprattutto ai giovani ed alle seconde generazioni.

    § Stimolare servizi integrati per gli anziani, in quanto categoria più colpita dalle emergenze sociali, attraverso interventi specifici e mirati a potenziare il numero dei presidi medici comunali e valorizzare strutture già presenti sul territorio come l’ospedale di Bracciano.

    § Definire una politica industriale e di sviluppo economico che valorizzi le risorse della regione

    § Attivare un rapporto fecondo con il mondo del lavoro e sindacale, per contribuire alla soluzione di conflitti sociali, conseguenza della crisi industriale e del sistema economico.

    Formazione e cultura

    Occorre mettere al centro la Conoscenza e la Ricerca, come strumenti per affrontare la complessità del mondo e risolvere le nuove povertà e i problemi dell’uso compatibile delle risorse, ma anche per costruire società sempre più accoglienti, inclusive, aperte, rispettose dei diritti, egualitarie e, in definitiva più felici: senza educazione, istruzione e ricerca non c’è futuro nel paese, in Europa, nel mondo.

    Occorre garantire un vero Diritto allo studio da parte di una scuola che mostra grosse difficoltà ad assicurare una formazione di qualità rivolta a tutti i cittadini, senza distinzioni di alcun genere. E’ questa una priorità dei nostri tempi, a cui si devono affiancare – proseguendo sulla strada intrapresa – interventi volti alla valorizzazione di ogni forma di espressione culturale, a cominciare da quello straordinario bacino di fantasia e genialità costituito dal variegato mondo dell’associazionismo. E’ importante realizzare punti d’incontro dei giovani, laboratori artistico-culturali dove potersi confrontare e pensare a costruire opportunità di impegno e di lavoro.

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Adottare misure di sostegno alla scuola che suppliscano ai tagli economici apportati dal governo nazionale.

    § Valorizzare la funzione formativa e di crescita culturale svolta dalle varie forme di espressione artistica

    § Sostenere gli enti locali con una pianificazione che superi logiche di finanziamenti a pioggia, privilegiando sinergie e percorsi comuni su tematiche di qualità

    Sanità

    La sanità è il punto dolente di tutte le regioni italiane, e drena la gran parte del loro bilancio a fronte di una qualità del servizio al di sotto delle aspettative ed, appunto, con un rapporto costi/qualità non più accettabile. La nostra Regione sconta anche il disastro provocato dal governo Storace sia sul piano della programmazione ed organizzazione, sia su quello del malgoverno e della illegalità. Le conseguenze si sintetizzano con un dato: 10 miliardi di Euro di deficit del settore, un buco di entità paragonabile a quella di una finanziaria! La giunta Marrazzo ha tentato di affrontare questa vera emergenza con misure anche drastiche ed impopolari, pena il crack di tutto il bilancio regionale, predisponendo un piano di rientro del deficit sostenuto dall’intervento del governo nazionale di Prodi. Ma non è bastato. Da un lato i cittadini hanno visto scaricare sulle loro spalle le conseguenze del disastro economico della Destra (ticket, aumento del costo dei farmaci, ecc..), dall’altro non hanno visto sostanziali mutamenti di tendenza del servizio offerto.

    La sanità è il vero banco di prova della prossima amministrazione regionale, e richiede interventi fermissimi sia sul piano degli indirizzi politici che su quello dell’organizzazione.

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Lotta alla inefficienza ed al parassitismo, a tutti i livelli: è un elemento cruciale

    § Investimenti nella sanità pubblica, limitando e razionalizzando il ricorso alle strutture private

    § Trasparenza negli appalti a privati, e intransigenza verso abusi, collusioni, illegalità

    § Potenziare il servizio pubblico, evitando sicuramente sprechi e duplicazioni non necessarie, ma garantendo la presenza di strutture efficienti ed in grado di fornire prestazioni adeguate: le comunità comunali devono poter contare su ospedali comprensoriali

    § L​’Ospedale di Bracciano va modernizzato e potenziato nelle sue funzioni di pronto soccorso, visite specialistiche, analisi cliniche, day hospital, maternità e di ospedale di prossimità anche in relazione ai Corsi di Laurea in Infermieristica e in Fisioterapia già attivati presso il Polo di Bracciano dell​’Università ”La Sapienza”, concentrando inoltre le competenze su una sola specialità clinica sulla quale focalizzare le risorse per costruirsi un percorso d​’eccellenza simile a quello di analoghe strutture laziali

    Mobilità

    Il diritto alla mobilità (attraverso strade e ferrovia) ed alla sicurezza del trasporto è molto sentito in un territorio caratterizzato da un forte pendolarismo. Inoltre una efficace politica di sviluppo e modernizzazione del sistema dei trasporti è essenziale per la crescita dell’economia e dell’occupazione.

    Giova ricordare la grande iniziativa in questo settore avviata dieci anni fa dal centro sinistra, rimasta parzialmente incompiuta anche per l’avvento di Storace che ha meticolosamente azzerato le principali iniziative volte alla costituzione di una grande rete regionale centrata sul trasporto su ferro. Occorre ora proseguire in questa direzione, agevolando tutte quelle politiche mirate all’incremento della qualità dell’aria nelle città (trasporto pubblico, auto elettriche ed ibride, ecc..), al rilancio della rete ferroviaria regionale ed al potenziamento dei nodi di scambio auto-ferrovia-trasporti pubblici.

    Le nostre proposte per la Regione:

    § Valorizzare la rete ferroviaria regionale, struttura fondamentale per il vasto mondo del pendolarismo, e nel contempo rivedere il contratto di servizio Regione/FF.SS., spesso disatteso in questi anni

    § Promuovere un piano sulla mobilità che guardi con una prospettiva di breve periodo alla realizzazione dell’area metropolitana romana e nello stesso tempo valorizzi la domanda di piste ciclabili e pedonali anche nell’area a Nord di Roma.

    § Intraprendere un intervento risolutivo per il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Viterbo, inizialmente fino a Bracciano e progressivamente fino a Viterbo.

    § Messa in sicurezza delle principali vie di comunicazione stradali e ferroviarie.

    Fonte/Autore: Appello Comitato Bonino