LAGONE

Oriolo: Il Comitato Marconi organizza le celebrazioni del centenario del Premio Nobel per la Fisica ricevuto dallo scienziato italiano

Maggio 12
00:00 2010

Archivio

Il 27 maggio 1903 un’équipe del Genio Trasmissioni inviò al Prefetto di Roma un messaggio dalle colline del “Campaccio” di Oriolo con il telegrafo di Guglielmo Marconi.

E l’11 ottobre prossimo quell’esperimento sarà ripetuto. Il testo mandato nella Capitale era il seguente: “R. Prefetto Roma – gradisca vossignoria riverente saluto popolazione Oriolo Romano che mi onoro inviarle col telegrafo Marconi qui funzionante per esperimenti GenioMilitare – il sindaco Persi”. Fu un momento emozionante, che rimase fortemente impresso nelle menti di tutti coloro che si trovarono lì e che ha spesso animato, coi racconti di quell’episodio, la fantasia delle giovani generazioni. La stampa seguì con curiosità l’evento. Su Il Messaggero del 25 maggio dell’epoca si legge: “Proveniente da Vetralla è qui giunto il colonnello del genio cav. Marantonio con due tenenti e 22 uomini di truppa. In prossimità dell’abitato di Oriolo, e precisamente sulla collina Campaccio, è stato eseguito l’impianto di una stazione radiotelegrafica per eseguire degli esperimenti in corrispondenza con la stazione Monte Mario”. E, due giorni dopo, sempre sul Messaggero: “Gli esperimenti di radiotelegrafia iniziati il 25 in Oriolo Romano sulla collina Campaccio dal reparto del genio telegrafisti sotto la direzione del tenente Marantonio sono stati oggi eseguiti con successo, essendosi ottenuto lo scopo di poter corrispondere con la stazione Monte Mario con il sistema della Piramide all’altezza di soli 12 metri. Ieri il gentilissimo cav. Marantonio concesse la trasmissione di un telegramma di ossequio di questo sindaco al Prefetto di Roma il quale immediatamente ringraziò dichiarandosi lietissimo del pensiero. Questa Giunta municipale poi iersera offrì un pranzo agli ufficiali, al quale seguì un cordiale ricevimento con l’intervento di molti consiglieri comunali. Gli ufficiali entusiasti di questi ameni luoghi, delle bellissime passeggiate di secolari olmi che circondano l’abitato, hanno oggi con dispiacere lasciato il paese, ove oltre alle bellezze naturali hanno esperimentato i sentimenti della massima cortesia tanto nella popolazione quanto nelle autorità e di cui certamente si sono resi meritevoli in ossequio alle loro distinte doti e alla scoperta dell’illustre Marconi”.

L’amministrazione dell’epoca fece incorniciare in un quadro (con tanto di dedica) il nastro originale della trasmissione e la risposta del Prefetto con una foto scattata al momento dell’esperimento.

E, dopo il ritorno nella stanza del sindaco (a seguito del restauro da parte del Centro di Fotoriproduzione e Restauro degli Archivi di Stato su interessamento del Museo delle Poste e delle Telecomunicazioni), il quadro ha continuato a stimolare la curiosità di più di un cittadino di Oriolo.

Come ci racconta Lorenzo Corradi, responsabile del “Progetto Marconi” (la complessa iniziativa con cui si tenterà di effettuare questo “tuffo nel passato”, ritornando indietro nel tempo a quel lontano 27 maggio del 1903), proprio vedendo quel quadro ha dato avvio a una ricerca presso l’Archivio centrale di Roma e alla Biblioteca Nazionale. Lì ha trovato gli articoli de Il Messaggero sopra riportati e la voglia di valorizzare e riportare in auge questo importante episodio della storia di Oriolo sono state subito forti. Si è attivato e, lavorando alacremente, è riuscito, con la collaborazione di varie Associazioni e dell’Amministrazione, a costituire un Comitato (il 29 gennaio scorso), diventato poi promotore del “Progetto Marconi”. «Approfondendo la ricerca su Marconi è emerso che nel 2009 ricorre l’anniversario del centenario dell’attribuzione del Nobel per la fisica a Marconi.

Quindi l’idea iniziale di celebrare il nostro “piccolo” episodio si è ampliata per comprendere anche questa più importante ricorrenza, alla fine questi saranno pretesti per far conoscere, soprattutto ai giovani, il “personaggio” Marconi, ricercatore, industriale e soprattutto persona dal rilevante spessore umano che sembra oggi quasi dimenticato.

Una delle sue frasi che ho letto e che mi ha colpito di più è stata: “Le mie invenzioni sono per salvare l’umanità, non per distruggerla”».

Questi gli scopi del “Progetto Marconi”, come spiega lo stesso Lorenzo Corradi, condivisi dal sindaco Italo Carones. Non va dimenticata, infatti, l’attenzione di Oriolo per Marconi, già nel 1911 l’allora amministrazione lo omaggiò dedicandogli una via in località “Poggio,” quando via del Forno divenne via Guglielmo Marconi.

Infine, il telegrafo di Marconi, è il prototipo della moderna telefonia senza fili, ragione in più fra le tante per rendere omaggio a questo grande scienziato.

“Il Progetto Marconi” è un’iniziativa complessa alla quale parteciperanno istituzioni, enti, associazioni statali, private e anche semplici cittadini e nel corso della quale sono previste varie attività. L’Esercito Italiano, per collegarsi idealmente al suo intervento di centosei anni prima, interverrà con rappresentanze del 3° e dell’11° Reggimento Trasmissioni che esporranno un moderno mezzo tattico utilizzato per le comunicazioni militari e approntando uno stand istituzionale.

Con essa, poi, cui si cercherà di ripetere l’invio del messaggio originale (mandato al Prefetto di Roma), dalla località “Campaccio” fino in piazza Umberto I, dove sarà posizionato l’apparecchio ricevente. Entrambe gli apparati sono stati ricostruiti dall’Aire (Associazione Italiana Radio d’Epoca), a effettuare il tentativo saranno dei marconisti dell’ARI (Associazione Radioamatori Italiani). Ma non è tutto.

Nell’era della globalizzazione non si poteva non guardare anche all’estero, molto lontano: all’America e all’Australia.

I confini geografici, locali e nazionali, saranno superati realizzando collegamenti con questi due continenti da una postazione della radio mobile dell’ARI, in piazza Umberto I. In questo modo si ricorderanno quelli effettuati da Marconi. Il 12 dicembre 1901, infatti, il nostro connazionale inviò un messaggio dalla stazione di Poldhu in Cornovaglia a quella di Terranova in Canada.

E, il 26 marzo del 1930, accese le luci del municipio di Sydney. Naturalmente il pubblico potrà visitare liberamente i vari stand, informasi, partecipare agli eventi.

Tutto questo nella mattinata dell’11 ottobre. Il pomeriggio, invece, nella location d’eccezione dello storico Palazzo Altieri, si terrà una conferenza stampa in cui si parlerà di Guglielmo Marconi a tutto tondo. Tra i relatori invitati, tecnici del settore e studiosi di Marconi, anche il direttore del Museo di Radio Vaticana, il professor Spinelli (ricercatore marconiano) e concittadini che racconteranno curiosità inedite. Due mostre avranno luogo: la prima, una collezione dell’ARI di alcuni suoi apparecchi; l’altra di radio d’epoca dell’Aire.

La manifestazione, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico, Provincia di Viterbo, Enea, vanta la collaborazione di varie Associazioni quali Radio Vaticana L’Agone Nuovo Aire e ARI.

Dunque l’11 tutti in piazza per “ricordare” e “rivivere” un evento che ha segnato una svolta nella storia della nazione.

Fonte/Autore: Barbara Conti

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