15/03/2011
di Alessandra Lombardi
Francesca Flumeri è in lista con Leonello Fani, Antonella Di Giovanni e Alberto Tabellini, candidato sindaco.
Come ha vissuto l’esperienza di Alleanza Democratica?
“Con molta curiosità e, all’inizio, anche con una buona dose di diffidenza. Devo dire che vivo a Trevignano da molti anni ma è solo da poco, da quando non lavoro più in Alitalia, che ho la possibilità di fare vita sociale e di avvicinarmi alla politica. In questi tre mesi ho finalmente conosciuto persone che intravedevo in piazza o nei negozi, anche persone che non avevo mai visto prima, e ci siamo scoperti ad avere idee molto simili. Già solo per elaborare, direi anzi, costruire, il programma si è innescato un meccanismo nuovo, superando le dinamiche tipiche di un paese piccolo, legate essenzialmente alle appartenenze familiari. Siamo tutti accomunati dalle idee e, proprio perché ci troviamo in una realtà piccola, sarà forse più facile realizzare gran parte dei progetti, o comunque avviarli”.
Finora la partecipazione degli stranieri, residenti a Trevignano, è stata un po’ scarsa. E’ un problema di comunicazione?
“La comunicazione è certamente carente, ma questo è un problema generale, non riguarda solo gli stranieri. Infatti, si è pensato di stabilire incontri a scadenze regolari con la cittadinanza per spiegare il lavoro fatto, o non fatto, e per incoraggiare una partecipazione attiva dei cittadini. Riguardo agli stranieri, conosco molti di quelli che vivono a Trevignano e posso dire che, pur senza partecipare direttamente alle assemblee e all’attività delle commissioni di lavoro, hanno seguito tutto con molta attenzione; vengono spesso a informarsi su cosa abbiamo deciso, come intendiamo muoverci. Anzi, sono stati in gran parte proprio loro a convincermi: io non avevo alcuna intenzione di essere in lista perché non mi piace molto trovarmi sotto i riflettori. Poi, però, lavorando nel gruppo ambiente con persone interessanti, preparate e simpatiche, ho pensato fosse giusto portare questo nostro lavoro fino in fondo”.
La domanda di rito: cosa farebbe nei primi 100 giorni?
“Faccio subito la premessa, anche questa di rito: molto dipende dalla situazione del bilancio. Ci sono comunque delle cose da fare subito, oltre alla riorganizzazione della ‘macchina amministrativa’, l’istituzione delle commissioni comunali per continuare il lavoro fatto in questi mesi. Io penso, in particolare, a una commissione con rappresentanti delle associazioni culturali e sportive, dei commercianti, dei diversi gruppi di stranieri, insomma di tutte realtà di Trevignano. Ritengo che basterebbe un’azione guidata dai principi di trasparenza, legalità e solidarietà per risolvere molti dei problemi piccoli e grandi della vita quotidiana a Trevignano”.