28/10/2011
di redazione
Tolfa punta a diventare cittadina simbolo di uno sviluppo virtuoso ed eco compatibile. Il Consiglio comunale collinare ha infatti votato all’unanimità la richiesta di adesione del Comune alla prestigiosa “Cittaslow International”, rete internazionale delle città del buon vivere, proposta alla quale lavora da mesi l’assessore alla Cultura, al Turismo e all’Ambiente, Cristiano Dionisi, che ha incontrato nelle settimane scorse i dirigenti dell’organizzazione.
“Si tratta – afferma Dionisi – di una rete internazionale di comuni virtuosi, che raccoglie circa 50 municipi in Italia e altrettanti all’estero, accomunati dalla volontà di attuare un progetto di governo della città a favore dei propri cittadini e dei turisti, rivalutando la tradizione agricolturale locale, l’artigianato e la cultura materiale, la socialità, la difesa dell’ambiente e del paesaggio storico, quello urbano e quello naturale”. “L’iscrizione alla Rete – spiega Dionisi – è una sorta di ‘attestazione di qualità’, alla quale dovremo lavorare per diventare la prima “Città Slow” della provincia di Roma, con il duplice obiettivo di lanciare a livello nazionale e internazionale il nome di Tolfa e di essere affiancati a cittadine simili alla nostra che hanno già attivato politiche virtuose in tema di sviluppo turistico e ambientale”. “Voglio ringraziare – conclude Dionisi – oltre alla maggioranza che ha subito accolto con favore la proposta, anche i membri dell’opposizione che hanno votato a favore di questa mia iniziativa, dimostrando lungimiranza e amore per la nostra cittadina”.
I capisaldi della certificazione della rete sono raccolti in 6 macroaree: politica ambientale, politica infrastrutturale, tecnologie per qualità urbana, valorizzazione delle produzioni autoctone, ospitalità, consapevolezza. All’interno di queste macroaree, alcuni di questi requisiti sono già patrimonio di Tolfa e potranno essere ulteriormente tutelati e valorizzati, mentre altri potranno essere introdotti ispirandosi ad applicazioni già in essere o sperimentate in altre realtà.
L’adesione formale con delibera consiliare è solo il primo passo: la certificazione avverrà a seguito di un processo di recensione dello stato dell’arte delle politiche attive nel comune, della visita di un comitato di valutazione e della programmazione amministrativa sui temi suddetti.