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Manziana e Anguillara luoghi dell'occulto... su Canale 5

23/01/2012

di Susanna Combusti

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Tutto d’un tratto, Anguillara Sabazia e Manziana sono diventati luoghi dell’occulto. Non si parla del bilancio comunale, ma di una fiction televisiva. Al pubblico di Canale 5 non può essere sfuggita la nuova serie televisiva Il Tredicesimo Apostolo, diretta da Alexis Sweet (pseudonimo o nome vero?) in prima serata ogni mercoledì. La fiction ruota intorno all’affascinante e intelligente teologo Gabriel Antinori, interpretato da Claudio Gioé, attore che in passato ha recitato in film come La Meglio Gioventù e I Cento Passi di Marco Tullio Giordana, ma che per oscure ragioni è finito nel ruolo di questo prete in motocicletta, una sorta di detective a metà tra Don Matteo e Dylan Dog.
Accanto al prete gesuita c’è l’agnostica psicologa Claudia Munari, interpretata dalla brava Claudia Pandolfi, che cerca di risolvere i misteri con criteri pseudo scientifici.
La serie è stata trasmessa a partire dal 4 gennaio, con un boom di ascolti (26,45% di share), progressivamente calato nelle puntate successive fino a quota 18%. Peccato, però, perché il quinti e il sesto episodio sono ambientati proprio nella zona del Lago di Bracciano.
Di serie televisive girate a Manziana e dintorni se n’erano già viste, ma fino a questo momento non c’era stata traccia di demoni e levitazioni.
Gli episodi in questione sono Rachele e La Macchia del Diavolo (il titolo si spiega da sé), andati in onda mercoledì 18 gennaio. Il primo è ambientato ad Anguillara Sabazia, e per l’esattezza nel borgo.
Se Roma viene presentata come la nuova Torino – probabilmente la più famosa città italiana in materia d’occulto – con tanto di foglie che si muovono sinistramente e misteriose archivi vaticani, Anguillara non è da meno. Dopo qualche bella ripresa panoramica del borgo e del lago – una cartolina istantanea della televisione, perfetta nelle sue case antiche arroccate una sull’altra, piene di donne anziane vestite in nero e pescatori d’una volta – l’atmosfera si fa inquietante: una ragazzina, Rachele, viene ritrovata viva nel lago dopo quindici anni, e il suo ritorno comincia a seminare una sorta di ecatombe sull’intero paese.
Nell’episodio vengono inquadrati alcuni tra i luoghi più belli di Anguillara: la Collegiata, il giardino dei Pescatori, il molo e il lungolago completato pochi mesi fa.
Bisogna ammettere che il borgo d’Anguillara, visto sullo schermo, ha un che d’inquietante: la nebbia, le acque immobili e gli anziani superstiziosi rendono la miscela più che esplosiva.
Nella Macchia del Diavolo, invece, il bel gesuita e la psicologa devono confrontarsi con una serie d’incendi inspiegabili che seminano il terrore in una cittadina fuori Roma. In realtà, di Manziana non si vede moltissimo – una semplice panoramica di piazza Tittoni, con annessa fontana e palazzo – ma la presenza di Don Giovanni tra le comparse rende quasi obbligatoria la visione dell’episodio.
Una delle scene iniziali, infatti, è ambientata nella chiesa di Quadroni, di cui Don Giovanni è appunto parroco da innumerevoli anni. Il resto, dovrete guardarlo da voi. Il telefilm è adatto anche ai più impressionabili: fa più che altro ridere. Soprattutto, pensare a esorcismi, stelle di Satana e reincarnazioni, e immaginare che tutto ciò, in teoria, dovrebbe accadere a Manziana ed Anguillara, non può che provocare un attacco di umorismo in qualsiasi persona che vive in questi innocui paesi, dove il massimo della minaccia è rappresentata da qualche cinghiale di troppo.