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Viterbo, chiude il centro antiviolenza Erinna

11/07/2011

di redazione

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Nata nel 1997, dal 2006 l’associazione ‘Erinna’ gestisce l’omonimo centro antiviolenza di Viterbo, cui si sono rivolte circa 253 donne, in meno di cinque anni, per presentare e cercare di risolvere le loro situazioni difficili. Ora il centro sta per chiudere per la cronica mancanza di fondi delle istituzioni che, di questi tempi, travolge tutto ciò che non è mera ‘ordinaria amministrazione’.
Così, per impedire la scomparsa di un centro ritenuto fondamentale per le donne del viterbese, si moltiplicano gli appelli. Come quello del sindaco di Oriolo, Graziella Lombi: “Come donna e come sindaco del comune di Oriolo Romano esprimo indignazione in merito alla imminente chiusura del Centro antiviolenza Erinna, unico punto di riferimento nella Tuscia, per tutte quelle donne che quotidianamente sono vittime di violenze e molestie. Dieci anni di lavoro, impegno e ascolto vengono cancellati da una sconsiderata politica dei tagli. Il centro antiviolenza ha garantito, in modo costante, l’accoglienza e il sostegno a molte donne in difficoltà, aiutandole e incoraggiandole a ricostruire la propria vita. Il Centro Erinna con la sua sede fisica dal 2006 in Corso Italia a Viterbo è da sempre un luogo di aiuto e ascolto contro la violenza e la discriminazione di genere. La chiusura rappresenta un’offesa alla dignità di tutte quelle donne che al Centro si rivolgono e a tutte quelle che in esso volontariamente lavorano”.
“In una società come la nostra – prosegue la Lombi – dove la donna rappresenta l’elemento indispensabile per la crescita del Paese e dove le pari opportunità sono ancora un traguardo da raggiungere, le risorse per le politiche sociali vengono ridotte drasticamente. Condivido il pensiero di chi dice che non basta indignarsi, sono convinta che sia necessario scendere in campo immediatamente. La nostra Amministrazione Comunale, in larga parte rappresentata da donne, si impegnerà a sostenere la battaglia nelle sedi istituzionali di Provincia e Regione, affinché la convenzione tra il Centro Erinna e l’Amministrazione Provinciale di Viterbo venga ripristinata.
Invitiamo altri sindaci della provincia a sostenere Erinna manifestando il proprio diniego alla chiusura ed esprimendo la propria solidarietà alle donne che nel Centro lavorano affinché proseguano quel percorso che ha permesso a molte di continuare a sperare”.