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Rinviati a giudizio il sindaco Sala e gli assessori al Bilancio e all'Urbanistica

09/06/2011

di redazione

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Rinvio a giudizio deciso dal Tribunale di Civitavecchia nei confronti del sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, e degli assessori comunali al Bilancio e all’Urbanistica.
In particolare, la sentenza di ieri vede il rinvio a giudizio del sindaco Sala e dell’assessore Capparella per abuso di ufficio e dell’assessore Cavini per tentata concussione per la presunta mancata concessione di un permesso di costruire a un cittadino nel 2007. Lo stesso Tribunale ha stabilito il “non luogo a procedere” per gli altri 5 soggetti coinvolti, appartenenti al personale amministrativo e tecnico dell’Ente.
Da parte sua l’Amministrazione comunale “conferma la propria serenità in vista dell’accertamento dei fatti e fiduciosa nell’operato della magistratura, assicurando il massimo impegno nel proseguimento del proprio mandato”.
Il sindaco Sala e l’assessore Capparella sono stati rinviati a giudizio perché, secondo l’accusa, nell’ottobre 2008 avrebbero inviato al denunciante e al suo avvocato una lettera (allegata) peraltro scritta dall’avvocato del Comune di Bracciano e solamente firmata, per indicare il percorso urbanistico da seguire al fine di risolvere una annosa questione che si protraeva fin dal 2005. Sindaco e assessore “ribadiscono la correttezza del proprio operato e il perseguimento del fine pubblico, respingendo l’accusa”.
Per quanto concerne l’assessore Cavini, di professione ingegnere, l’accusa sostiene che, nel gennaio 2007, avrebbe offerto al cittadino la possibilità di risolvere la pratica qualora, in qualità di professionista, gli avesse affidato un incarico professionale. "Nel merito – si legge nella nota del Comune – ferma restando la fiducia nell’azione di accertamento dei fatti da parte dell’Autorità giudiziaria, si vuole precisare che – a differenza di quanto sostenuto dall’accusa e da quanto apparso in alcuni articoli stampa – all’epoca dei fatti, 10 gennaio 2007, l’ingegner Cavini non ricopriva la carica di Vicesindaco (assunta solo a partire da giugno 2007 a seguito dell’elezione nelle fila dell’attuale maggioranza e del suo ingresso nella Giunta comunale), ma aveva il solo ruolo di consigliere comunale di opposizione: un titolo pertanto privo di qualsivoglia “potere” nella fattispecie in oggetto. Peraltro si ricorda che il 12 febbraio dello stesso anno, a seguito della caduta dell’allora Sindaco f.f. Patrizia Riccioni, la guida del Comune è stata assunta da un Commissario prefettizio, portando allo scioglimento degli organi collegiali di rappresentanza e alle successive elezioni amministrative".
“In conclusione – si legge ancora nella nota – il sindaco e gli assessori ribadiscono fiducia nell’operato della magistratura e assicurano che continueranno a svolgere il proprio mandato fino alla sua scadenza naturale, attendendo il processo per poter chiarire fino in fondo le proprie posizioni, soddisfatti comunque che tutti i 5 dipendenti comunali coinvolti siano usciti con il non luogo a procedere nell’udienza preliminare, il che conferma la legittimità della azioni poste in essere dalla pubblica amministrazione nei confronti del denunciante”.