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Ricordo di Peppino Impastato: facciamo ancora cento passi

10/05/2011

di redazione

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Intensa partecipazione alliniziativa promossa dall’associazione ABC Anguillara in piazza del Molo per ricordare la scomparsa di Peppino Impastato.
Il 9 maggio 2011 si sono accese tante fiaccole in piazza del Molo per fare ancora “cento passi” e ricordare Peppino Impastato, morto ammazzato dalla mafia il 9 maggio 1978.
“Cento passi per ricordare la sua storia, le sue parole e per ricordare tanti nomi che come lui hanno avuto la vita spezzato per mano di Cosa Nostra”.
“Cento passi per diffondere il nostro No alla Mafia e gridato che la “mafia è una montagna di merda” proprio come diceva Peppino".
Peppino credeva nel suo d’impegno, a quello di tutti coloro che come lui erano e sono convinti che la lotta alla mafia non può non partire che dal rifiuto radicale dei suoi “valori”: che sono il profitto illecito, la violenza, il potere per il potere, l’arroganza del più forte, l’opportunismo, la cultura dei favori invece di quella dei diritti, l’asservimento in cambio della sopravvivenza.
La voce di Peppino diceva queste cose e le diceva sorridendo, come chi sa di aver ragione. Trentatré anni fa hanno spento quella voce, ma non il suo sorriso.
E noi, quel sorriso, lo ritroviamo oggi sul volto di tanti ragazzi del sud e del resto d’Italia, che nonostante tutto ancora credono di poter cambiare questo sistema perverso, questa società malata e sofferente, cambiando essi stessi per primi: denunciando i soprusi con coraggio e agendo concretamente ogni giorno contro la mafia, la loro è una vera, pericolosa guerra, ma le armi sono di pace e di impegno costante, come i ragazzi di Addio Pizzo e i lavoratori delle Cooperative Libera Terra; la loro voglia di riscatto è l’antidoto più forte al veleno mafioso.