08/03/2010
di Elisabetta Gallo e Giorgia Maestrale
Il 10 febbraio 2010 siamo andati al centro di riciclaggio di Tarquinia (Consorzio “Il pellicano”), per saperne di più sull’argomento. Innanzitutto ci hanno mostrato il posto: c’erano rifiuti differenziati di carta, plastica, vetro, legno, metallo dappertutto. Poi la guida ci ha spiegato come si riciclano i materiali: la carta ed il legno vengono messi nel “pulper”, un macchinario che li macina per estrarne la cellulosa; la plastica viene, invece, suddivisa per colore e per tipo (PET, PVC,…), poi viene sminuzzata, lavata dalle impurità, fusa e modellata nella forma desiderata, ma alcuni tipi di plastica (le termoindurenti) non si possono riciclare perché, con il calore, non si sciolgono; per il vetro si usa la stessa procedura della plastica; infine i materiali organici si lasciano decomporre per trarne il compost. La guida ha approfondito ogni argomento: la plastica si può riciclare per l’80%, infatti con 1,3 kg di rifiuto di plastica si ricava 1kg di nuovo materiale riciclato, e per una felpa di pile al 100% servono nove bottiglie di plastica del tipo PET. Con 2 kg di petrolio si ottiene 1 kg di plastica, per questo è molto conveniente recuperarla. Abbiamo visto delle balle di plastica, la cui purezza era al 96%.
Il vetro è riciclabile al 100%, ma, se viene disperso nell’ambiente, non si decomporrà mai. Inoltre, se lo si ricicla, si risparmia energia e materiali di partenza, e quindi denaro: la temperatura di fusione del vetro riciclato è molto più bassa di quella necessaria per fondere la materia prima (sabbia e silicio).
La carta è riciclabile al 90%. Per farne 1 kg ne servono 2,5 di legno. Quando questi vengono messi nel pulper, per sbiancare la cellulosa da inchiostri e impurità, invece di usare il cloro che è molto inquinante, si usa l’ossigeno attivo. Al giorno d’oggi, inoltre, non deforestano più i boschi secolari, ma si piantano alberi a crescita rapida appositamente per ricavarne la materia prima.
I rifiuti organici, o biodegradabili, son i più facili da riciclare perché pensano a tutto i batteri. Durante il compostaggio il compost, che contiene humus, raggiunge i 65°C. Alla fine del processo si è prodotto fertilizzante naturale e acqua, in parte raccolta e purifica e in parte evaporata.
Nel corso della mattinata abbiamo parlato della raccolta differenziata in generale: quest’anno smaltire i rifiuti avverrà porta a porta e sarà obbligatorio. Ora tutti sappiamo anche che si possono riciclare solo gli imballaggi e i contenitori in plastica: se butti uno spazzolino nel contenitore della plastica sbagli, va infatti messo nell’indifferenziato, insieme alle cose sporche o unte. Oggi nei negozi, ci si accorge che gli imballaggi di molti prodotti sono eccessivi e, molto spesso, inutili. Infatti i produttori pagano una tassa sugli involucri, oltre a spendere per acquistarli. Bisogna fare molta attenzione a dove si buttano cose ingombranti e/o inquinanti.
Quindi abbiamo terminato parlando del Consorzio “Il Pellicano”, che fa parte di altri di una rete di altri consorzi sparsi in tutta Italia. Questo centro è nato nel 2004 ed ora è in piena attività, anche se ancora è in fase di accrescimento: per ora raccoglie e smista i rifiuti che, successivamente, invia direttamente al produttore, che se li ricicla da sé. Facendo ciò che la guida ci ha spiegato ci si guadagnano economicamente e in salute nel territorio. Non meno di 6/7 anni fa c’erano solo tre centri come questo che siamo andati a vedere. Si riciclano ogni giorno circa 60t di rifiuti, 2kg per ogni cittadino dei più di 30 comuni coinvolti in questo servizio, da cui è escluso però quello di Civitavecchia. Solo allora la guida ha verificato con un piccolo gioco se avevamo appreso ciò che aveva spiegato. Ci ha inoltre regalato un vasetto di compost e altre cose interessanti e poi siamo tornati a casa. È stata una gita molto coinvolgente, interessante e, soprattutto, ben organizzata. Sarebbe molto utile creare all’interno del Consorzio “Il Pellicano” un laboratorio didattico dove svolgere al meglio questa istruttiva attività.