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Si vuole annullare la proposta di legge per una gestione del ciclo dei rifiuti alternativa e sostenibile

10/11/2010

di Massimo Piras

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Oggetto: proposta di annullamento da parte del presidente del consiglio regionale relativo alla proposta di legge di iniziativa popolare per una gestione del ciclo dei rifiuti alternativa e sostenibile.

Apprendiamo che è stata iscritta all’odg del 10 novembre del Consiglio regionale la deliberazione per annullare per un vizio di forma la proposta di legge in oggetto depositata a dicembre 2009 con la firma di circa dodicimila cittadini del Lazio in merito ad una gravissima situazione sul tema della gestione dei rifiuti nel Lazio.

Siamo francamente sconcertati da tale decisione, del tutto pretestuosa e formalista che contesta che parte delle firme sono state raccolte su fogli vidimati dalla Corte di appello di Roma invece delle segreterie dei Comuni dei firmatari.

Una contestazione che non tiene conto che la normativa regionale è talmente datata da essere stata superata nei fatti oltre che per motivi di prevalenza di legge da quella nazionale che riconosce la possibilità della vidimazione dei fogli di raccolta delle firme anche alla Corte di Appello del territorio, oltre a disconoscere la prevalenza del principio costituzionale contenuto nello stesso statuto regionale che riconosce il valore della “partecipazione popolare”.

Del resto la fase di vidimazione non rappresenta che la fissazione di una data certa per l’avvio della raccolta delle firme e crediamo che il Consiglio regionale non intenda avvalorare l’ipotesi che la Corte di Appello di Roma sia meno autorevole di un qualsiasi segretario comunale in merito alla apposizione di una data certa e di un timbro.

Evidenziando che la decisione appare frutto di un puro appiglio giuridico per aggirare il confronto con la tanto sbandierata “volontà popolare”, che in questo caso non si limita a criticare ma propone fattivamente una nuova legge regionale basata sulle Linee guida per un Piano rifiuti alternativo e sostenibile, invitiamo il Presidente del consiglio ed i consiglieri stessi ad approvare un emendamento che sani tale valutazione formale riaprendo i termini per la discussione di merito della proposta stessa.

Sarebbe oltremodo oltraggioso per noi cittadini, che a titolo volontario ci siamo direttamente interessati a partecipare attivamente all’aggiornamento di una legge regionale datata di undici anni e del tutto superata dalle normative sia nazionale che comunitaria, sapere che il principio sancito nello Statuto regionale della “partecipazione popolare” in una materia che determina i criteri in merito alla tutela della nostra salute e del nostro territorio sia considerato meno di un “timbro”.

Roma 9 novembre 2010 Per il comitato presentatore

Massimo Piras (primo firmatario)