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Cave: avviato l'iter per Piano attività estrattive

19/01/2011

di redazione

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Uno strumento per mettere un freno al proliferare selvaggio di cave sul territorio. Questo dovrebbe essere il Prae (Piano regionale delle attività estrattive) che la Regione Lazio si appresta ad adottare. Il consiglio regionale del Lazio ieri ha infatti avviato l’iter per l’approvazione del Piano, a seguito della delibera di Giunta dello scorso 17 dicembre, con la riunione della Commissione Piccola e media impresa, commercio e artigianato, presieduta da Francesco Saponaro, in cui è stato presentato lo schema di delibera relativo al Prae.
Assente per motivi istituzionali l’assessore competente, Pietro Di Paolo, il presidente Saponaro ha illustrato il provvedimento e ha fatto una breve cronistoria dei principali passi compiuti in questi anni, a partire dal 2004, quando fu approvata la legge n.17 (Norme per la coltivazione delle cave e torbiere della Regione Lazio), in cui all’art.9 si stabiliva che l’Amministrazione Regionale deve redigere il Piano delle Attività Estrattive, atto di programmazione settoriale che definisce gli indirizzi e gli obiettivi di riferimento per l’attività di ricerca e di coltivazione di materiali di cava e torbiera.
“Siamo di fronte a un fatto epocale – ha detto Saponaro – che porrà fine alla precarietà e alla incertezza che per oltre dieci anni hanno caratterizzato un settore vitale per l’economia regionale. Oggi abbiamo iniziato l’iter di approvazione del Prae e nei prossimi giorni tutti i membri della commissione potranno accedere alla documentazione per licenziare il provvedimento al più presto. Ricordo che solo nell’ultima legislatura, in assenza del Prae, sono state autorizzate 29 aperture di cave in disciplina transitoria. Nonostante la complessità della procedura, che richiede tanti passaggi burocratici tra Stato, Regione, Province e Enti competenti in materia, questa volta riusciremo a dotare il Lazio di uno strumento di pianificazione e programmazione necessario e strategico per lo sviluppo economico del nostro territorio”.
Oltre al parere della commissione Piccola e media impresa, commercio e artigianato, sarà necessario anche quello della commissione Ambiente per poter poi trasmettere il provvedimento all’Aula per la sua approvazione definitiva.
Il problema dell’aumento vertiginoso del numero di cave è particolarmente sentito nella zona di Anguillara, dove negli ultimi mesi l’attività estrattiva è cresciuta considerevolmente.