20/10/2011
di redazione
Il Consiglio regionale del Lazio ieri ha approvato, con voto a maggioranza, al termine della seduta straordinaria sul tema dei rifiuti, una mozione presentata da Franco Fiorito (Pdl), Francesco Carducci Artemisio (Udc) e Mario Brozzi (Lista Polverini), che impegna l’assessore alle Attività produttive e Politiche dei rifiuti, Pietro Di Paolo, ad adottare le iniziative necessarie per l’approvazione in via definitiva il piano di gestione dei rifiuti, così come richiesto dalla Commissione europea. Via libera dunque al “dopo” Malagrotta e all’apertura di nuove discariche.
La decisione, tuttavia, ha sollevato le nuove proteste di quanti vedono, nel piano di gestione della Regione, nessuna strategia tesa al rafforzamento della raccolta differenziata e del riciclo dei materiali, ma solo il tentativo miope di spostare l’immondizia della Capitale al di fuori della città
“Senza confrontarsi con nessuno, la Regione sceglie di scavare nuove buche senza un piano rifiuti, il commissario prepara bandi per Riano e Corcolle e chissà cosa per Fiumicino, ma notte e giorno continuano lavori a Monte dell’Ortaccio a Malagrotta. Cosa sta succedendo nel Lazio sui rifiuti, la Regione pensa di governare in qualche modo la situazione? – accusa Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. – A che gioco giochiamo? Si scelgono luoghi ma nel frattempo i lavori proseguono in quelli che sono stati esclusi e si scoprono anche inquietanti compravendite di proprietà come a Riano. È scandaloso, bisogna discutere e approvare il piano rifiuti prima di procedere con la scelta di nuovi siti, per capire quantitativi in gioco, modalità e tempi degli interventi. Nel Lazio si producono oltre 3,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione pro-capite media di 587 chili per abitante, tra le cinque più alte a livello nazionale, è un’enormità, e va a finire per l’80% almeno in discarica. Non si possono lasciare i comitati abbandonati a questo destino senza nemmeno parlarci, il tavolo che si vuole costituire deve vedere presente anche la società civile. E soprattutto deve parlare delle politiche su riduzione, riuso e raccolta differenziata porta a porta piuttosto che di nuove discariche.”
“Il centrodestra decide che il futuro del Lazio è fatto di discariche. Con il voto di oggi si sono ignorate le proposte costruttive dell’opposizione – dichiarano Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, consiglieri di Sinistra e libertà alla Pisana – e le legittime preoccupazioni dei cittadini e dei comitati riguardo alle nuove discariche, già bocciate dalla stessa Regione Lazio. Dopo aver avviato la cementificazione del Lazio, ora il centrodestra sommerge la nostra regione di rifiuti. E’ l’ennesima prova del fallimento di Alemanno e della Polverini”.
“Ieri, inoltre, la maggioranza è stata oggetto degli sberleffi di Cerroni – aggiungono Nieri e Zaratti – dimostrando di non aver alcuna forza per contrastare i condizionamenti dell’imprenditore dei rifiuti. In questo momento serviva un netto cambio di passo, una programmazione di rottura, in grado di invertire una volta per tutte il ciclo dei rifiuti. I cittadini, invece, saranno costretti a pagare sulla propria pelle gli interessi dei soliti noti, grazie alla complicità di questa amministrazione regionale”.
“Per questo siamo vicini e condividiamo l’iniziativa del Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio, che in segno di protesta ha occupato la sala Mechelli alla Pisana – concludono Nieri e Zaratti - è impensabile che su un tema così delicato come quello dei rifiuti la maggioranza della Polverini resti sorda e insensibile alla richiesta di dialogo del Coordinamento. Su scelte che riguardano il futuro del Lazio e di tante comunità locali, la partecipazione dei cittadini è strategica. Chiediamo alla presidente Polverini e all’assessore Di Paolo di incontrare i comitati e i cittadini che stanno dando vita alla protesta”.
“Con l’indicazione dei territori di Riano e di Fiumicino per nuovi siti su cui scaricare i rifiuti di Roma, Renata Polverini fornisce una prova, istituzionale e politica, deludente – ha dichiarato Bruno Astorre, vicepresidente Consiglio regionale -. Il carattere di transitorietà per l’ambito di Riano non è per nulla provato e, di questo passo, con la chiusura di Malagrotta restano in piedi tutte le prospettive di intervento su altri territori della provincia di Roma. Provincia che, attualmente, paga già un tributo alto per assorbire le esigenze di smaltimento rifiuti con i siti operanti ad Albano (Roncigliano), Bracciano (Cupinoro), Colleferro (Colle Fagiolara), Guidonia Montecelio (Inviolata)”.
Questa Giunta ha dunque agito in ritardo, decidendo per lungo tempo di non decidere, ed operare ora in regime di emergenza. Una brutta giornata per i cittadini della provincia romana.