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Regione Lazio, l'Assessore Lollobrigida incontra Paspartù che da l'ultimatum a Trenitalia

02/11/2010

di Direttivo di Paspartù

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L’Assessore Francesco Lollobrigida convoca la Dirigenza di Trenitalia in un incontro sollecitato dall’Associazione Paspartù stanca dei continui disservizi sulla tratta Roma Viterbo. Tavolo operativo quasi al completo quello convocato dall’Assessore ai Trasporti della Regione Lazio: abituale assenza del Direttore Trasporto Regionale Aniello Semplice sostituito come sempre dalla d.ssa Amelia Italiano, per Paspartù il direttivo al completo accompagnato dal legale Avvocato Domenico La tempa e dal Consigliere Enrico Serami in rappresentanza dell’Amministrazione di Anguillara grazie al quale è stato possibile organizzare in tempi brevissimi questa riunione.
Una quindicina di interlocutori con un unico obiettivo: cercare di raggiungere un accordo pacifico tra le parti.

Le ultime vicende hanno visto l’Associazione Paspartù obbligata a ricorrere alla magistratura per le continue inadempienze di Trenitalia che negli ultimi due anni si è allontanata sempre più dalle esigenze del pendolarismo, almeno di quello della RMF3, la tratta Roma Viterbo.

”Si è trattato in diverse occasioni di interruzione di pubblico servizio che in base all’art. 340 del C.P. è punibile con l’arresto e con una multa – così esordisce l’Avv. La Tempa – che nel suo intervento sottolinea, inoltre, come i ritardi ferroviari provocano una perdita economica per i pendolari che, a causa delle ripetute assenze di ore ingiustificate sul posto di lavoro, subiscono mensilmente una decurtazione dello stipendio. Ciò configura la possibilità di un’azione risarcitoria a danno di Trenitalia. Perplessità anche in merito all’applicazione delle penali contrattuali tra Regione Lazio e Trenitalia, quest’ultima infatti si vede riconosciuto a titolo di incentivo regionale l’esatto importo che dovrebbe pagare come penale per non aver rispettato il contratto, non pagando, di fatto, nessuna penale..(sic!). “Se non verranno trovate soluzioni concrete la ‘class action’ sarebbe il tragico epilogo di una situazione che è stata più volte annunciata.”

Da una parte del tavolo l’ennesima presentazione della lunga lista di rimostranze relative ai continui disservizi che giornalmente il pendolare si trova a dover subire. Si va dalla totale mancanza di pulizia a quella della informazione, dalle carenze in fatto di sicurezza agli ormai cronici ritardi che costituiscono per i dipendenti delle diverse aziende motivo di sanzioni e di danni economici in quanto si vedono decurtati dallo stipendio gli importi relativi ai ritardi e per il mondo studentesco che non riesce ad avere nessuna garanzia di poter assistere alle lezioni per mancanza della dovuta puntualità; per finire, le carenze sempre pìù evidenti del settore manutenzione degli impianti, attività in capo a RFI .
Proprio quest’ultimo aspetto ha posto in evidenza la settorialità delle competenze in seno alle ferrovie, da qui l’esigenza di creare un’unica figura che possa recepire le diverse problematiche, esigenza questa particolarmente sentita anche da parte dell’Assessore Lollobrigida, che auspica di rappresentarla a breve direttamente al Presidente FS Moretti.

Dall’altra parte del tavolo la dirigenza di Trenitalia che naturalmente porta a propria difesa tutte argomentazioni già sentite nel tempo, tutte di carattere tecnico, amministrativo, sindacale ma comunque interne all’Azienda, e tuttavia nessuna ipotesi concreta di soluzioni.
Inutili, come d’altronde prevedibile, i tentativi di Trenitalia di sollecitare la comprensione dei rappresentanti dei pendolari che continuano a chiedere che alle emergenze si intervenga con sistemi di emergenza e soprattutto con procedure di emergenza. Prendere atto delle carenze strutturali, organizzative, tecniche di Trenitalia, non è infatti competenza dei pendolari né dei loro rappresentanti.

Ad aggravare la distanza tra le due posizioni nel tavolo c’è secondo il Direttivo di Paspartù, un peggioramento generale della situazione che si va ormai cristallizzando da due anni a questa parte come se da parte di Trenitalia non ci fosse alcun interesse a modificare questo stato di cose. Ad avvalorare questa convinzione sono le promesse non mantenute anche di interventi di minima valenza che non comportano alcun esborso (come ad esempio il posizionamento di un semplice cartello che indica la fermata di un bus sostitutivo di un treno), o ignorare suggerimenti per risparmiare milioni di euro per risolvere il problema dei writers. Nell’aprile 2010 in occasione di un convegno a Fiuggi, il Direttore Semplice dichiarava: “Una piaga per Trenitalia rappresentano i danni provocati da vandali e writers, subiamo ogni anno danni per cinque milioni di euro in tutto il Lazio e servirebbe maggiore rispetto e senso civico. È impossibile andare dietro a tutti i vandali” . In più occasioni Paspartù ha suggerito di assumere dei vigilantes a presidio dei depositi, come d’altronde avviene in tutte le grandi aziende, con costi di gran lunga inferiori ai 5 milioni dichiarati.
Questi sono pochi esempi per dimostrare quanto i pendolari cerchino di essere costruttivi nei loro interventi e come abbiano sempre cercato di collaborare con Trenitalia segnalando tempestivamente i disservizi. Si può anche comprendere come in particolari occasioni alcuni treni portino ritardo, ma la cronicità di queste situazioni unita al fatto che si verificano già dalla stazione di partenza (vedi i frequenti esempi da Viterbo) non lascia molto spazio alla possibile comprensione richiesta ai pendolari.
La d.ssa Italiano ha comunque ribadito “l’impegno di Trenitalia di mettere alle strette i fornitori dell’Azienda (vedi RFI)” che, a suo dire, concentrano la maggior parte delle cause dei disservizi.

Da parte dell’Amministrazione di Anguillara, il Consigliere Serami conferma l’abbassamento della qualità del servizio negli ultimi due anni e puntualizza tutto l’interesse a difendere sia i residenti del Comune che la parte turistica che stenta a decollare laddove si avverte così pesantemente la carenza di uno dei servizi più importanti: il trasporto da e per la capitale.

Compete infine proprio all’assessore Lollobrigida chiudere la riunione assicurando un attento monitoraggio sul servizio e su quanto concordato scadenzando un nuovo incontro a breve per verificare lo stato delle cose.

Una nota positiva, a meno che Trenitalia non faccia marcia indietro, è costituita dall’accettazione di alcune proposte presentate da Paspartù, quali l’aumento ad esempio dei punti di vendita in Anguillara dei biglietti ferroviari e della diramazione, sin da questa settimana, di messaggi sonori per distinguere i treni che effettuano tutte le fermate da quelli che non le effettuano.
C’è inoltre la concreta possibilità che presso la stazione di Anguillara, l’Amministrazione Comunale possa essere coinvolta nell’apertura di un punto informazione/assistenza rivolta sia ai clienti abituali/pendolari che ai turisti del bacino servito dalla stazione di Anguillara.

È stata infine apprezzata da parte dei rappresentanti dei pendolari la fermezza con la quale l’Assessore Lollobrigida intende seguire l’operato di Trenitalia la quale peraltro si è dichiarata disponibile a rivedere il contratto di servizio siglato un po’ frettolosamente dalla precedente amministrazione regionale. “E’ inutile continuare ad inserire clausole che sappiamo impossibili da rispettare e che portano ad altrettante applicazioni di penali che nessuno pagherà” afferma l’Assessore, da qui l’impegno entro dicembre di mettere in atto un nuovo accordo che rappresenti in modo più realistico le esigenze dei pendolari compatibilmente con i mezzi (economici e tecnici) a disposizione di Trenitalia.

In un passato anche recente, l’associazione Paspartù aveva lamentato il silenzio delle istituzioni. In questo caso invece proprio l’interessamento del Consigliere Serami e dell’Assessore ai trasporti Francesco Lollobrigida potrà dare un impulso diverso a quelle che sono le legittime rivendicazioni del pendolarismo che tuttavia, proprio concertando futuri interventi con altri comitati regionali, non intende abbassare la guardia.

Non si chiede l’impossibile, ma si pretende il giusto.

Il Direttivo di Paspartù