Anguillara Sabazia Bracciano Canale Monterano Oriolo Trevignano Manziana Tolfa Ladispoli Cerveteri Civitavecchia
» Home » Ambiente » Ambiente e Società » Notizie »

"L'acqua non si vende": riparte la campagna referendaria

02/02/2011

di redazione

Bookmark and Share

Riprende la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua del CPRN (Comitato dei Comuni della Provincia di Roma Nord) che, dopo l’approvazione a gennaio di due dei tre quesiti referendari presentati, torna a fare il proprio lavoro di sensibilizzazione sul tema dell’acqua, con una serie di iniziative sui territori.
La campagna “L’acqua non si vende” è iniziata ad aprile del 2010 per raccogliere le firme a sostegno dei tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, necessarie a richiedere l’abrogazione di tre articoli di legge che nel tempo avevano avviato e accelerato il processo di privatizzazione del servizio idrico integrato (SII) in tutta Italia. Un milione e mezzo di persone l’hanno sottoscritta e a gennaio è arrivato il verdetto positivo.
“Il referendum si farà – si legge in una nota diffusa in questi giorni dal CPRN -. Il popolo italiano sarà chiamato ad esprimersi direttamente sul tema una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno e laddove si riuscisse a raggiungere il quorum (25 milioni di persone) si aprirebbe la strada alla ripubblicizzazione del SII. La Corte ha dato ragione quindi alla voce che nel tempo si è sollevata sempre più fragorosa da ogni realtà del nostro paese, in maniera del tutto trasversale: fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”. Raggiungere il quorum non sarà facile, ma i Comitati ci credono: “La sfida è senza dubbio ardua, considerando l’imponenza del sistema contro cui ci si scontra e l’insuccesso che ha caratterizzato i referendum dal 1986 ad oggi – sostiene il CPRN nel comunicato -. Ma stavolta sembra essere diverso, perché stavolta si parla di acqua, elemento fondamentale, diritto, bene comune, si parla di vita e di morte come più volte ribadisce Alex Zanotelli, padre comboniano da sempre sostenitore di questa battaglia. E allora l’imperativo è quello di diventare maggioranza che s’impone e che diviene forza politica con cui i nostri amministratori sono costretti a confrontarsi. Questo richiede però una forte coesione fra tutti coloro che condividono questi stessi principi. C’è bisogno di unità, di lavorare in rete, tutti devono sentirsi attivisti in questa esperienza innovativa di cittadinanza attiva, perché è necessario il contributo di ciascuno per spingere 25 milioni di persone ad andare a votare”.
E per ottenere l’obiettivo prefissato, i Comitati invitano a partecipare attivamente: “Tutte le realtà che fossero interessate a dare il proprio contributo a questa importante causa possono contattare la referente provinciale all’indirizzo serena_leone@hotmail.it”. Ma intanto, aspettando il voto, i cittadini possono sostenere la richiesta di moratoria, affinché vengano bloccate le scadenze previste dal decreto Ronchi che obbligano a privatizzare l’acqua entro il 2011. Per farlo basta collegarsi al sito www.acquabenecomune.org.