05/10/2010
di Monica Sala - Associazione L’agone nuovo
In uno scenario insolito e molto suggestivo, il complesso delle ‘Aste Taurine’, sabato 2 ottobre si e’ svolto l’incontro sul recupero dei borghi storici, progetto integrato ‘La porta rurale di Roma’.
L’evento promosso dall’associazione l’Agone nuovo, ha visto la partecipazione di Ivana della Portella, storica dell’arte e giornalista, già presente nella giunta romana durante i mandati dei sindaci Veltroni e Rutelli, di Giuseppe Mocci (PdL) Assessore ai Lavori Pubblici del XX Municipio e Daniele Torquati (PD) Consigliere e vice-presidente commissione scuola del XX municipio.
Il Presidente dell’associazione L’Agone nuovo, Giovanni Furgiuele, ha introdotto i lavori spiegando che l’iniziativa prende spunto dalla richiesta dell’associazione Aste Taurine e mira a cercare sinergie tra le forze attive sul territorio (associazioni, cittadini, enti e amministrazioni) nel tentativo di creare una rete di cooperazione propositiva utile allo sviluppo del territorio.
L’intervento di Stefano Ceccotti, Presidente dell’associazione omonima al complesso “Aste Taurine”, ha quindi proceduto ad un excursus relativo alla storia dello stabile e di quanto, insieme ad esso é attualmente proprietà della Pisorno Agricola, una società del gruppo Parmalat.
Le ‘Aste Taurine’, il borgo di S.Maria di Galeria, la ‘città morta’ di Galeria antica e circa 40 ettari di terreno, sono passati agli attuali proprietari nel 1990, nonostante gran parte dell’area di maggiore interesse storico-culturale sia stata riconosciuta “monumento naturalistico e archeologico”.
L’Associazione, dopo vicende alterne che hanno visto, negli ultimi anni, il completo abbandono del complesso delle ‘Aste Taurine’, e’ riuscita ad avere un contratto annuale di ‘commodato d’uso’ da parte della Pisorno Agricola. Ceccotti ha sottolineando che la necessità di un concreto supporto economico al fine del recupero del patrimonio culturale, si innesta necessariamente sulla valorizzazione di una zona – quella del XX municipio- dove gravano problemi storici di ordine strutturale e sociale, che vanno dalla viabilità all’urbanistica, fino ad arrivare alle recenti decisioni di trasferire un campo nomadi ai confini del territorio, già gravato da convivenze difficili come quelle con la radio vaticana e il centro ricerche dell’ENEA. A rispondere a tali preoccupazioni sono stati i due amministratori del Municipio XX, Giuseppe Mocci e Daniele Torquati, che vivono entrambi nell’area di Cesano e seppure su fronti avversi, condividono la necessità di portare avanti le istanze di salvaguardia e di sviluppo di un territorio che deve farsi valere nell’ambito di un Comune esteso e variegato, come quello di Roma capitale. In particolare, rispetto al tema della giornata è stata sottolineata la realizzazione della variante di una parte del percorso dell’antica ‘via Francigena’ che, all’interno del territorio del XX municipio, dovrebbe valorizzare le potenzialità culturali e paesaggistiche della zona di Cesano – S.Maria di Galeria. Il tema della via Francigena, molto caro alla storica dell’arte Ivana della Portella che durante il mandato Veltroni, rappresentò la città di Roma nell’associazione omonima sia a livello nazionale che Europeo, ha aperto scenari vecchi e nuovi. La tesi della Portella e’ stata quella di confrontarsi con i vari attori in campo, cercando di far ‘quadrare il cerchio’ in modo utile allo sviluppo della zona. E’ inutile fare gli integralisti dell’ambiente o della cultura a scapito di qualsiasi reale possibilità di sviluppo. Occorre salvaguardare con oculatezza ma anche con abilità imprenditoriali, creando percorsi integrati volti ad una economia sostenibile. Paesi molto meno ricchi del nostro dal punto di vista ambientale, culturale e paesaggistico hanno avuto l’abilita’ di sfruttare in maniera oculata le risorse del territorio mettendole a frutto per la cittadinanza. In chiusura, riprendendo i temi dell’inizio dell’incontro, Ivana della Portella ha sottolineato che il territorio del XX municipio ha già dato tanto in termini di suolo pubblico ed e’ quindi giusto, che gli si rivolga l’attenzione dovuta, restituendogli in termini di sviluppo e valore aggiunto.