03/08/2010
di PD Provincia di Roma
Il Consiglio provinciale di Roma dice No all’”archeocondono”.
E’ stata approvata la mozione presentata dal presidente della Commissione Cultura Pino Battaglia “affinchè – spiega – non venga consentita l’approvazione della proposta di legge 3540 firmata dal cinque deputati del Pdl e presentata alla Camera, dal titolo: Disposizioni per il censimento e la riemersione dei beni archeologici in possesso di privati”. Si tratta – prosegue – di una vera e propria sanatoria, musica per le orecchie di tombaroli, professionisti del mercato nero e collezionisti senza scrupoli, per cui la detenzione illegale di reperti archeologici viene depenalizzata dei reati conessi per trasformarsi in illecito amministrativo. Prevede che una volta dichiarato il possesso e pagato un importo irrilevante, sia tutto a posto.
L’art. 11 – continua Battaglia – fissa in 50 euro “le spese di registrazione e di catalogazione”. Dunque chiunque possegga collezioni archeologiche, basta lo comunichi alla Soprintendenza e paghi qualche spiccio. Prezzo fisso. “Questa proposta – sottolinea – ogni tanto “riciccia” con nuove forme e titoli fantasiosi; sempre inaccettabile, sempre offensiva nei confronti del lavoro svolto dalle forze dell’ordine e della magistratura per combattere il fenomeno di opere trafugate, vendute illegalmente, disperse in giro per il mondo. Il territorio della Provincia di Roma è ricco di siti archeologici importanti e di un patrimonio inestimabile e dunque il Consiglio provinciale di Roma si è espresso chiaramente.
Un via libera a questa proposta sarebbe vergognoso – conclude Battaglia – e che sia ‘golosità’ di cassa o perchè dare un colpo di spugna è più facile che aumentare i finanziamenti per gli organismi destinati alla tutela del patrimonio archeologico, il condono proposto dal Pdl è l’ennesimo esempio di una visione che vorrebbe ridurre la legalità a zerbino dei più svariati interessi privati”.