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Il Consiglio provinciale approva mozione sul dimensionamento scolastico

25/10/2011

di redazione

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Il Consiglio provinciale di Roma ha approvato la mozione sul piano di riorganizzazione della rete scolastica presentata dal consigliere Pd e presidente della Commissione Scuola, Paolo Bianchini, e dal consigliere Pd Alberto Filisio.
“La mozione – si legge nella nota – impegna la Giunta e il presidente ad intervenire presso la Regione Lazio affinché il termine per il dimensionamento scolastico previsto dalla legge n.111 del 15 luglio 2011 a decorrere dall’anno 2011-2012 venga prorogato al 2013-2014 e si stabiliscano deroghe ai criteri meramente numerici previsti dalla legge”.
“Con nota del 13 luglio 2011 il Direttore Generale per il Personale Scolastico del Dipartimento Istruzione del M.I.U.R. ha espresso perplessità circa le aggregazioni in istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado, in quanto la norma va ad incidere sulla sfera delle attribuzioni delle Regioni, alle quali è riservata la competenza esclusiva in materia di dimensionamento della rete scolastica. Nella stessa nota – si evidenzia nella mozione – si ritiene non opportuna l’aggregazione fino a che non saranno attivati opportuni confronti in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni. La Giunta Regionale del Lazio con Delibera di Giunta n. 377 del 2 settembre 2011 – si legge ancora nel documento – ha emanato l’atto di indirizzo sulla Programmazione della Rete Scolastica che recepisce quanto stabilito dalla Legge n. 111. ‪Le Regioni Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Liguria, Marche, Sicilia e Basilicata hanno già impugnato di fronte alla Corte Costituzionale per conflitto di competenza la Legge 111/2011, che dispone la cancellazione di tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado mediante il loro accorpamento in istituti comprensivi con almeno 1000 alunni e per le zone disagiate almeno 500 alunni, mentre l’ANCI, tramite la Commissione Istruzione e Scuola, ha già dichiarato la propria contrarietà rispetto ai nuovi parametri dimensionali e ne ha comunque chiesto il rinvio”. ‪
“La riorganizzazione degli istituti scolastici, così come prevista da questa legge – sottolineano i consiglieri Bianchini e Filisio – prescinde da esigenze di natura didattica e funzionale e risponde esclusivamente ad una logica di risparmio economico e di ulteriori tagli di posti di lavoro attraverso aggregazioni incoerenti tra Istituti Scolastici, sotto il profilo scolastico e territoriale. Perchè possa essere formulata una proposta seria che tenga conto delle reali esigenze degli studenti e delle caratteristiche territoriali – concludono i democratici – devono essere avviati confronti con i dirigenti scolastici del territorio e piani partecipativi con gli operatori scolastici e i cittadini”.