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Manovra. Disegno di legge per abolizione delle Province

08/09/2011

di redazione

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“Il sì al disegno di legge per l’abolizione delle Province richiede che si proceda subito alla definizione della Città metropolitana, che da anni sosteniamo essere unico livello di governo adatto a un sistema urbano complesso che ha oltrepassato i confini della Capitale per fondersi col suo hinterland”. E’ quanto dichiara in una nota il capogruppo del Pd della Provincia di Roma, Emiliano Minnucci, che aggiunge: “Si tratta di una previsione inserita sin dall’approvazione della legge 142/1990 tra le aree metropolitane del Paese, rimaste finora costruzioni istituzionali puramente formali”.
Minnucci ricorda poi che “il centrosinistra sostiene da tre anni la necessità del superamento dell’ente Provincia per un governo di area vasta. Il punto è che senza attuare rapidamente la trasformazione in aree metropolitane, le province verrebbero sacrificate sull’altare della demagogia e dell’antipolitica, con una striminzita riduzione dei suoi costi mentre a rimetterci, con le competenze pasticciate e confuse, sarebbero soltanto gli interventi nell’ambito della viabilità, dei trasporti, della tutela ambientale, dei rifiuti, del lavoro, della scuola, dello sviluppo economico. Una cosa – prosegue – è un’auspicata riorganizzazione e ottimizzazione che segua il cambiamento del territorio come nel caso della Citta’ metropolitana, un’altra è prendere in giro i cittadini spacciando l’abolizione di tutte le Province come taglio risolutivo dei costi”.
Secondo le stime dell’Upi, continua Minnucci, con l’abolizione delle Province il risparmio sui costi della politica per le casse dello Stato sarebbe di 35 milioni di euro a fronte di un Parlamento che comporta una spesa di circa 400 milioni di euro a cui si sommano i 900 milioni per le Regioni e i 600 milioni per i Comuni. Le Province, secondo i dati che includono i risparmi già previsti, rappresentano in totale circa l’1,5% della spesa pubblica del Paese". E infine: “C’era un altro disegno di legge costituzionale che pare svanito nel nulla: quello sul dimezzamento dei parlamentari. Che fine ha fatto?”.