25/10/2011
di redazione
“La bocciatura del Piano Casa della Polverini, arrivata persino dal governo amico, fa comprendere quanto fossero palesi i vizi di costituzionalità e la violazione dei vincoli paesaggistici e architettonici. I cittadini e le imprese si trovano a dover pagare ancora una volta il pressapochismo di un governo regionale che – come pure avvenuto nel caso del Piano sanitario – ha rifiutato le proposte e il confronto con il territorio e i suoi rappresentanti per superare le illegittimità evidenziate dal centrosinistra e dallo stesso Ministero dei Beni Culturali. E ora si rischia il caos”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione provinciale Ambiente Alberto Filisio.
“Altro che stanza in più, questa legge regionale favoriva l’arrembaggio del cemento con deroghe ai divieti previsti dal piano nazionale, modificandone i limiti di edificabilità nelle zone A e B di parchi e riserve con la possibilità di aumenti di cubature. Per non parlare delle norme – aggiunge il consigliere provinciale – che derogavano ai divieti del piano paesaggistico nazionale, vedi l’abbattimento di circa 10mila faggi per ampliare le piste da sci sul Terminillo o le deroghe alla legge Galasso sulle zone di interesse archeologico. Non capisco come gli assessori del Pdl possano dunque ritenere incomprensibile la scelta del Consiglio dei Ministri. Questo piano casa era chiaramente impugnabile e congegnato piuttosto per soddisfare gli appetiti degli speculatori che per ovviare all’emergenza abitativa, mentre l’obiettivo del Piano della Giunta Marrazzo era stato quello di coniugare in modo equilibrato possibilità di sviluppo e tutela dell’ambiente. La disputa sul Piano Casa tra Governo e Regione e la scelta di restituire le deleghe da parte degli assessori – conclude Filisio – dimostra tuttavia quanto la Giunta del Lazio sia fragile e inadeguata a governare”.