28/07/2011
di redazione
“Abbiamo chiesto alla maggioranza di ritirare la proposta di legge e chiediamo a lei di adoperarsi in tutti i modi possibili per impedire l’approvazione di una normativa inutile quanto devastante.” Si chiude così la lettera aperta che ieri Legambiente Lazio ha inviato ai consiglieri regionali in merito al nuovo cosiddetto “Piano Casa”, approdato in queste ore alla discussione in Consiglio regionale.
“Non abbiamo mai condiviso la scelta di un piano che non ha nulla a che fare con le esigenze delle fasce deboli rispetto alla casa, ma la nuova proposta della Giunta, ora alla sua attenzione, piuttosto che occuparsi di un grande interesse pubblico, come quello del diritto all’abitare, tratta solo di tanti interessi particolari.”
“La normativa sarebbe fortemente devastante per il territorio della nostra regione – prosegue la lettera – con un attacco alle aree protette e vincolate senza precedenti, alle aree agricole, pericolose attestazioni che allargano le maglie del condono edilizio, rischi per gli edifici vincolati, cambi di destinazione d’uso dannosi per le piccole imprese.”
“Gli emendamenti dell’assessore regionale al Territorio, poi, mettono sotto scacco i parchi con centri sportivi e imprecisate strutture ad essi collegate, serre senza autorizzazioni, impianti sciistici, ampliamenti delle cave esistenti, persino strutture sanitarie dismesse tramutate in case, ma con questo “piano casa” si arrivano a disciplinare, al di fuori di qualsiasi logica, deroghe per strutture portuali, alberghi, impianti sportivi, scuole, intaccando importanti normative in materia al di fuori di qualsiasi organicità, e rischiando molteplici procedure di infrazione che ricadranno nelle tasche dei cittadini.”
“Lasciano stupefatti anche le modalità che hanno portato in aula questa proposta, saltando le competenti Commissioni consiliari, dapprima impegnate nel confronto e poi esautorate, peraltro senza un serio confronto con le parti sociali solo audite, così come risultano irrispettosi delle prerogative del Consiglio regionale passaggi come quelli su una sorta di “super conferenza di servizi”, grazie alla quale Roma e i capoluoghi approveranno deroghe ai vincoli per programmi di edilizia pubblica e di housing sociale, che dovranno essere “automaticamente” recepite dal Consiglio.”
Nei giorni scorsi Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, aveva attaccato fortemente il vicepresidente della Giunta regionale e assossore alle Politiche del Territorio e all’Urbanistica, Luciano Ciocchetti (Udc): “Bisognerebbe fare vivi complimenti a Ciocchetti, per riuscire a peggiorare il pessimo precedente testo del piano casa, ci voleva una certa classe. Ebbene nella sua fervida edilizia creativa, nulla a che fare con l’urbanistica in conseguenza, Ciocchetti è riuscito nell’impresa realizzando una legge che è la somma di tanti interessi particolari piuttosto che di un grande interesse pubblico – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. C’è di tutto nell’emendamento presentato dall’Assessore competente, cosa c’entrano col piano casa i centri sportivi nei parchi e le imprecisate strutture ad essi collegate, le serre senza autorizzazioni, gli impianti sciistici forse per il tempo libero dei senza casa, l’allargamento delle maglie del condono, l’ampliamento delle cave esistenti? Persino le strutture sanitarie dismesse col piano regionale potranno diventare case”.