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PD Anguillara, revoca delle deleghe assessori MPA

17/12/2010

di Segreteria PD Anguillara Sabazia

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La cacciata dei due amministratori comunali vicini ad Antonio Pizzigallo segna un punto di non ritorno nella vicenda politica della destra di Anguillara.

L’alleanza di governo che, solo un anno e mezzo fa, vinse trionfalmente le elezioni comunali, oggi non esiste più. Possiamo ben dire, pertanto, che quella coalizione, per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 10 anni, è morta e sepolta.

Non c’è dubbio che, in questa vicenda, abbia avuto un peso significativo la questione dell’incompatibilità di Pizzigallo con la funzione di Sindaco.

Tuttavia, questa spiegazione, da sola, sarebbe riduttiva ed incompleta. C’è dell’altro.

Infatti, già nella fase precedente l’ultima tornata elettorale per il Comune era apparso chiaro a molti che il sodalizio tra Pdl (Bigagli/Paolessi) ed Mpa (Pizzigallo) altro non era che un cartello elettorale, buono per vincere le elezioni, ma incapace di durare alla prova del governo.

Troppe diffidenze reciproche, troppi conflitti non chiariti, e, soprattutto, una distanza abissale nell’approccio ai problemi della gestione amministrativa.

I problemi, dunque, covavano sotto la cenere, irrisolti, anzi aggravati. L’incompatibilità ha solo accelerato un processo già in atto.

Non c’è dubbio che, a questo punto, con l’uscita di scena della componente più moderata, abbiano assunto la guida del paese le frange più estremiste della destra locale. Quelle che, lungi dal dimostrare un approccio pragmatico e dialogante alla soluzione dei problemi, negli ultimi mesi hanno attuato una politica ideologica, settaria, chiusa al confronto, basata su un approccio meramente propagandistico. In gergo giornalistico si potrebbe dire che hanno vinto i “falchi”, ovvero coloro che, legittimamente, ispirano la propria condotta politica all’esperienza del vecchio Msi.

Ma, allora, se tutto ciò risponde al vero, se è innegabile che Anguillara è, di fatto, in mano ad un monocolore di ex missini, ci chiediamo e chiediamo a tutte le forze democratiche e responsabili: fino a che punto saremo disponibili ad assistere passivamente al consolidarsi di questa situazione?