19/12/2010
di Gruppo consiliare Pdl, Gruppo consiliare La Destra
Egregia Segretaria,
scusi l’impertinenza: ma è la neve che le fa questo effetto o lei la pensa veramente così? A dire la verità, Segretaria, aspettavamo il suo esordio mediatico dopo aver assunto la guida del Pd di Anguillara. Ci domandavamo su cosa lei ci avrebbe incalzati, quale sarebbe stata l’impronta che avrebbe voluto imprimere alla Segreteria del maggior partito di opposizione. Bé, che le dobbiamo dire? Il suo comunicato ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Da ingenui e timorosi, ci aspettavamo un programma, un progetto politico, l’idea di governo cui vorreste dare vita qualora l’elettorato dovesse premiarvi alle prossime elezioni. Invece, ecco la sorpresa che non ti aspetti, un regalo di Natale che neanche Babbo Natale avrebbe saputo fare di meglio. Vede, noi pensavamo che lo stereotipo del segretario di sezione del partito nato dalle ceneri del Pci, Pds, Ds, quello insomma vestito con l’eschimo, capelli incolti e barba lunga, jeans sdrucito e polacchine ai piedi, con l’Unità e il Manifesto sottobraccio e immancabile sigaretta confezionata a mano tra le dita, era bello e sepolto. Oggi siamo nel 2010 – ragionavamo – e alla guida della sezione c’è una donna (che già di per sé è cosa che ci fa piacere) moderna e pienamente inserita nel nuovo Partito Democratico. Lei invece che fa? Rispolvera vecchi cliché parlando di “politica ideologica, settaria, chiusa al confronto”, “monocolore di ex missini”, “frange estremiste”, “cartelli elettorali buoni solo per conquistare il potere”, e via discorrendo. Lei non sa che sospiro di sollievo nel leggere queste cose: sono la conferma che con questa ideologia, con questi slogan ammuffiti (addirittura l’appello “a tutte le forze democratiche e responsabili”; ci mancava solo l’arco costituzionale e poi avremmo fatto il pieno) cosa pensate di ottenere? Davvero pensate di vincere così le elezioni? Se questa è la vostra strategia, le elezioni le perdete di nuovo in carrozza. Suvvia, Segretaria, ma lei ce lo vede Paolessi che si rivolge al Consiglio comunale dicendo: “Potevo fare di quest’Aula sorda e grigia, un bivacco di manipoli…”, magari con gli stivaloni, i pantaloni d’orbace e il fez in testa, andiamo… . Guardi che se lei avesse voluto, sarebbe apparsa lo stesso sulla stampa locale, non c’era davvero bisogno di questo ritorno agli anni 60/70. Vedrà, piuttosto, che presto ci saranno delle sorprese e la coalizione di centrodestra continuerà il suo cammino così come lo aveva iniziato. Nell’augurarle buon lavoro per il suo incarico, pensiamo di renderla più tranquilla informandola che l’ultima volta che abbiamo gridato “Boia chi molla!” è stato un paio di sere fa. Nessuno, dico nessuno, si decideva a mollare il panettone che avevamo appena tagliato. Buon Natale.