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Ospedale. Il Tar respinge il ricorso contro la riconversione del "Padre Pio"

21/12/2011

di redazione

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La scelta della Regione Lazio di riconvertire l’ospedale di Bracciano non è irragionevole, né arbitraria, ma giustificata dal consistente risparmio di spesa che può essere raggiunto. Anche con questa motivazione il Tar del Lazio ha respinto il ricorso proposto dal Comune di Bracciano (insieme ai Comuni di Anguillara Sabazia, Canale Monterano, Cerveteri, Ladispoli, Manziana e Trevignano) per contestare la trasformazione dell’ospedale cittadino in ‘punto di primo intervento’.
“La scelta di riconversione della struttura interessata – si legge nella sentenza della terza sezione quater del Tar del Lazio – rientra nel più ampio aspetto programmatico che la regione ha assunto in ordine alla riqualificazione dell’assistenza territoriale imposto dagli obiettivi fissati dal Piano per la Salute 2010-2012”. Da ciò il fatto che la stessa “appare una scelta caratterizzata da ampia discrezionalità tecnica che, come è noto, sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, se non inficiata da irragionevolezza, arbitrarietà, irrazionalità, che nella specie non è dato rilevare, posto che la scelta è imposta dal Piano per la Salute ed è giustificata dal consistente risparmio di spesa che può essere raggiunto”.
I giudici sono andati anche oltre, sembrando loro “utile aggiungere che a seguito della dismissione dell’attività per acuti dall’ospedale, la Regione ha provveduto ad attivare un’offerta assistenziale equivalente presso l’ospedale di Civitavecchia e presso l’azienda ospedaliera Sant’Andrea”.
Per il Comune di Bracciano, però, il decreto di riorganizzazione della rete ospedaliera predisposto dal presidente della Regione Lazio prevede una “riconversione illogica” che rende “insufficiente l’assistenza sanitaria nel territorio dell’Asl Roma F, con pericolo, addirittura, per la tutela della salute e della vita dei cittadini residenti”.