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Sanità. Cittadinanzattiva, non bloccare Oncologia al Sant'Andrea

06/07/2011

di redazione

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“Negli ultimi giorni stiamo ricevendo tantissime segnalazioni che riguardano il blocco delle visite di controllo oncologiche presso l’Ospedale S. Andrea di Roma”. E’ l’allarme lanciato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che precisa: “Finora sono circa un centinaio le persone che sono state richiamate per annullare le visite già programmate da tempo. Si tratta di malati oncologici operati per carcinoma al seno ed altre patologie. Nella comunicazione che ricevono telefonicamente non viene indicata neanche una data alternativa. Dalle prime informazioni raccolte, abbiamo appreso che la decisione è stata presa a causa del mancato rinnovo dei contratto dei medici. Siamo veramente preoccupati ed indignati per come vengono trattati questi malati. Molti dei quali si stanno rivolgendo ad oncologici privati a pagamento”.
“Conosciamo l’unità di Oncologia del S. Andrea – prosegue il comunicato – come un’eccellenza della nostra regione ed è proprio per questo che va tutelata insieme ai suoi operatori. Chiediamo un intervento immediato per risolvere questa situazione e soprattutto per la dignita’ di queste persone. Non ne possiamo piu’ di parole inutili. Dalle migliaia di segnalazioni ricevute attraverso la nostra rete distribuita su tutto il territorio regionale quelle più significative sono: richiesta di informazioni e conseguente orientamento (18,2% del totale dei casi): poca chiarezza che accompagna compiti e doveri dei medici (30% delle segnalazioni relative); incompletezza delle informazioni relative al pagamento del ticket al Pronto Soccorso e alle patologie per le quali è prevista l’esenzione (27%); difficolta’ di comprensione della normativa di riferimento (22%); non conoscenza di funzionamento ed organizzazione dei servizi (18%), dall’ospedalizzazione alla riabilitazione, dalla scelta del medico ai diritti rispetto alle visite a domicilio, dal come prenotare un esame al conoscere gli orari di apertura degli studi; salute & diritto del lavoro (2%). Difficoltà di accesso alle prestazioni (11,9% dei casi), in primis quelle assistenziali (28% delle segnalazioni relative). Seguono le richieste per mancata assistenza (18%), info sulle modalità di funzionamento dei servizi (16%), complicazioni burocratiche (13%), servizi mancanti (10%), non erogati (8%) o erogati con ritardo ingiustificato (7%). Rapporto con i medici/personale sanitario (8,7% dei casi), a causa del mancato rispetto di principi deontologici, scarsa umanità e sensibilità da parte di chi dovrebbe sempre porre al centro la persona e non semplicemente la malattia. Denunce (7,1% dei casi): cattive condizioni delle strutture (57% delle segnalazioni relative), inadeguato trattamento degli utenti (26%), venir meno del diritto a continuità e qualità delle cure (14%), richiesta ingiustificata di pagamenti e rifiuti di rimborsi spettanti di diritto (3%). Invalidità e accompagno (5,4% dei casi): le segnalazioni attengono soprattutto la consulenza, sia medica (60% delle segnalazioni relative) che tecnica (15%), seguite da richiesta di informazioni, sia generica (11%)che relativa alla Legge n. 80/2006 (7%)”.