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Migliaia in piazza contro la chiusura dell'ospedale Padre Pio

07/02/2011

di redazione

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Grande partecipazione alla manifestazione contro il declassamento dell’ospedale Padre Pio di Bracciano. “Sono stati migliaia – dichiarano dal Comune di Bracciano – i cittadini che questa mattina sono scesi in piazza per ribadire il proprio no alla cancellazione dei posti letto day hospital e di degenza del Padre Pio, prevista dal piano di riordino della rete ospedaliera messa a punto dalla Regione Lazio”.
La manifestazione si è tenuta alla vigilia del pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Comune di Bracciano (sostenuto dai Comuni di Anguillara Sabazia, Canale Monterano, Cerveteri, Ladispoli, Manziana e Trevignano Romano) atteso per mercoledì 9 febbraio. Il Comitato territoriale per la tutela della salute pubblica ha riunito in piazza cittadini, associazioni, personale medico e sanitario del nosocomio braccianese e molti sindaci e rappresentanti istituzionali dei comuni e degli eletti del territorio. Insieme al sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, erano presenti il sindaco di Canale Monterano, Marcello Piccioni; il sindaco di Trevignano, Massimo Luciani; il vicesindaco di Manziana, Roberto Spedicato; il Consigliere della Provincia di Roma, Emiliano Minnucci. In piazza anche gli iscritti dei due Centri anziani cittadini e, soprattutto, gli studenti delle scuole medie e superiori di Bracciano che, dopo un’assemblea, si sono uniti al corteo. Forte anche il sostegno dei commercianti di Bracciano che hanno abbassato le saracinesche durante la manifestazione. Dopo aver percorso in corteo le strade cittadine con partenza dall’ospedale, i manifestanti hanno raggiunto piazza IV novembre, già piena di persone, dove hanno dato vita a un’assemblea cittadina, durante la quale gli studenti hanno letto due lettere aperte indirizzate al Presidente della Repubblica e al Presidente del Tar del Lazio, rappresentando tutta la preoccupazione della popolazione per la possibile perdita di un presidio sanitario fondamentale per un territorio che ha un bacino di utenza di oltre 300mila persone. Negli interventi di cittadini, operatori dell’ospedale e rappresentanti istituzionali è emerso tutto il disagio per una scelta, quella della riconversione del Padre Pio in Punto di primo intervento, che equivarrebbe alla morte del nosocomio braccianese e determinerebbe un ulteriore impoverimento di servizi essenziali per la cittadinanza in un’area di forte urbanizzazione e di crescita demografica sostenuta. L’auspicio di tutti i partecipanti è che i giudici amministrativi e le istituzioni del Lazio non ignorino le istanze del territorio.
“Abbiamo promosso il ricorso al Tar con l’obiettivo di fermare l’attuazione del Piano sanitario regionale che, come dimostra anche la grande partecipazione a questa manifestazione, risulta inaccettabile” ha spiegato il sindaco di Bracciano Giuliano Sala. “Non si può privare di un ospedale un’area come la nostra che registra uno dei più alti tassi d’incremento demografico e nello stesso tempo il più basso rapporto del Lazio tra posti letto e abitanti. Con il Decreto 80, infatti, nella Macroarea 4, che comprende anche la Asl RmF, il rapporto di posti letto ogni mille abitanti è pari a 0,4 contro una media regionale di 3,5”.
“Un segnale forte e chiaro, la voce di migliaia di persone contro la cancellazione dei posti letto day hospital e di degenza del Padre Pio, prevista dal piano di riordino della rete ospedaliera della Regione Lazio. Ora attendiamo che il Tar del lazio si pronunci il 9 febbraio sul ricorso presentato dal Comune di Bracciano e sostenuto dai Comuni di Anguillara, Canale, Cerveteri, Ladispoli, Manziana e Trevignano”, ha dichiarato il consigliere provinciale del Pd Emiliano Minnucci, presente alla protesta questa mattina a Bracciano. “Tengo a sottolineare la presenza in piazza di tanti studenti, a dimostrazione che al tema sono sensibili non solo gli anziani, senza dubbio i più fragili e colpiti dal provvedimento, ma anche i giovani, consapevoli del loro diritto alla salute e pronti a contrastare chiunque lo attacchi. Ribadiamo la necessità che la Regione Lazio faccia un passo indietro e fermi un provvedimento che priverebbe centinaia di persone di un presidio sanitario indispensabile e insostituibile. Attendiamo il pronunciamento del Tar – ha concluso Minnucci – ed è chiaro che, nella malaugurata ipotesi di un esito negativo, il Partito democratico non starà a guardare e proseguirà le mobilitazioni per la sopravvivenza del nosocomio e il rispetto del diritto alle cure dei cittadini del territorio”.
Sulle inziative in difesa dell’ospedale è possibile consultare anche la pagina web del Comitato territoriale per la difesa della salute.

Guarda il video della Asl Rm/F sulla manifestazione