13/12/2011
di Barbara Conti
“In classe con la pigotta”. Questo il nome del progetto dell’Unicef a cui hanno aderito le classi quinte delle scuole primarie “A. Manzoni” di Oriolo Romano. Insegnanti, alunni, nonni e genitori hanno realizzato circa settanta di queste bamboline di pezza, che saranno vendute il 18 dicembre in piazza Claudia, a partire dalle 10.30 circa, al costo di venti euro. Il ricavato andrà a sostegno dei programmi salvavita dell’Africa centrale e occidentale dell’Unicef. Per ogni pigotta acquistata, infatti, grazie al progetto di lotta alla mortalità infantile, “Strategia Accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’infanzia”, un bambino sarà inserito all’interno dello stesso.
Creatività, solidarietà, cultura sono termini che ben si legano a quest’iniziativa, accolta con entusiasmo e forte spirito di collaborazione dai partecipanti. Ispirato alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (20 novembre 1989), quello di “In classe con la Pigotta” è un vero e proprio percorso ludico-formativo per i bambini. L’Unicef ha fornito tutti i materiali necessari, sia didattici che quelli per la realizzazione delle bambole, tuttavia è spettato poi agli alunni vestire le pigotte a loro piacere dopo averle cucite. “È stata un’esperienza bellissima, molto faticosa. È stato difficile cucire le sagome e qualche vestito. Ne è valsa la pena però”, commenta nonna Celeste. A ogni bambolina è stata assegnata una carta di identità con scritto il suo nome. Il progetto tende a favorire, inoltre, l’integrazione (una bambina ha portato una tuta del Burkina Faso e un’altra abiti tipici dell’Ecuador per vestire le loro pigotte). Serve, poi, anche a sensibilizzare su temi quali il diritto alla vita, alla sopravvivenza, alla salute e sull’attività dell’Unicef attraverso il progetto “Il gioco della pigotta”.
Quest’ultima è diventata bambola ufficiale dell’Unicef Italia nel 1999. La prima è stata realizzata da Jo Garceau (del Comitato Provinciale Unicef di Milano nell’88) in memoria delle bambole di pezza (“Rag Dolls”) che la nonna confezionava per lei e le sue sorelle per Natale. Pigotta, infatti, in dialetto lombardo, significa proprio bambola di pezza. Poi, il suo successo è cresciuto con l’aggiunta del valore solidale e umanitario della stessa: adottando una pigotta, si può salvare la vita di un bimbo. Inoltre, questa bambolina attualmente si è evoluta in Green Pigotte, in quanto si riutilizzano materiali decorativi riciclati.