30/07/2010
di Barbara Conti Addetta ufficio stampa Sevensounds di Roma
“Io vagabondo”, “Dio è morto”, “Marinaio di vent’anni”, “Lontano”, “Sangue al cuore”, “La libertà di volare”, “Lo specchio ti riflette”, “Io voglio vivere”, “Storie di mare”.
Questi alcuni dei brani in scaletta che i Nomadi proporranno al pubblico durante il concerto che terranno a Oriolo il 21 agosto prossimo per un evento da non perdere che sicuramente riempirà piazza Umberto I.
L’attesa sale e, fra “vecchi” e “nuovi” successi, il gruppo ripercorrerà 47 anni di carriera alle spalle. Ad aprire la serata, poi, sarà Martino Corti (giovane cantautore lanciato da Mara Maionchi e Alberto Salerno).
Difficile riassumere quello che sono i Nomadi con 55 album all’attivo (tra dischi in studio, dal vivo e raccolte varie). Di sicuro un aggettivo che li può qualificare bene è: inarrestabili. Tanto che già sembra sia in cantiere un altro disco, a cui Beppe Carletti, Danilo Sacco, Cico Falzone, Daniele Campani, Massimo Vecchi e Sergio Reggioli stanno lavorando parallelamente alle tappe di un tour che si concluderà a settembre.
Non solo. Hanno “spopolato” a “Un disco per l’estate” per tutti gli anni Settanta e si sono distinti più volte anche sul Palco dell’Ariston di Sanremo. Quello che, però, fa la differenza è la capacità della band di essere allo stesso tempo, attraverso la sua musica, impegnata socialmente ma mai schierata politicamente; aggressiva con ritmi rock eppure romantica con toni pop. Saper trattare e raccogliere i messaggi della gente, raccontare le problematiche tipiche dei vari anni è una loro prerogativa. E per questo piacciono agli adulti quanto ai giovani e, nel loro essere “evergreen”, hanno fatto la storia della musica parlando a generazioni diverse e cogliendo l’universale che era in esse.
Mai banali, nulla è lasciato al caso. Probabilmente il pubblico li ama anche perché sono rimasti in piedi nonostante il rischio scioglimento più volte paventato. Un primo grande “black out” per i Nomadi c’è stato nel 1992. In gennaio si scoprì che Augusto era stato colpito da un male incurabile e per un po’ sospesero l’attività dal vivo. Il 14 maggio Dante Pergreffi morì in un incidente stradale. Quell’anno, dall’8 al 10 luglio, I Nomadi erano ad Agrigento per la fase finale del Canzoniere dell’estate. Fu l’ultima apparizione televisiva di Augusto che cantò, insieme ai compagni, la canzone in gara “Ma noi no”. Subito dopo vennero interrotte la tournée e la partecipazione al Cantagiro a causa del peggioramento delle condizioni di salute di Augusto, che sarebbe morto il 7 ottobre, all’età di 45 anni, dopo una straziante malattia.
L’altro “falso allarme” rottura arriva il 22 maggio 2009. Danilo Sacco viene ricoverato all’ ospedale di Asti dove subisce un intervento di angioplastica primaria. Il tour dei Nomadi viene sospeso fino al 1º luglio, quando i concerti vengono ripresi senza di lui. Il 19 agosto appare in Internet un’intervista, firmata dal giornalista musicale Massimo Cotto, in cui Danilo Sacco dichiara la sua intenzione di non tornare a fare parte del gruppo. Poi il 24 agosto arriva la conferma, da parte di Beppe Carletti e di Danilo, che il cantante non lascerà il gruppo.
E, dunque, eccoli tutti insieme di nuovo, pronti a far scatenare oriolesi e non solo il 21 agosto prossimo con un concerto che arriva a oltre un anno di distanza dall’ultimo album. “Allo Specchio”, infatti, costituito da undici inediti, è “datato” 3 aprile 2009.
L’evento è organizzato dalla Sevensounds music entertainment di Roma, di Mirko Cucci e Mario Sperandei, con la collaborazione della “nuova” Pro Loco di Oriolo Romano