01/08/2011
di redazione
“A seguito del proclamato stato di agitazione del personale Serist, oggi 1 agosto 2011 non sarà garantito il servizio bar e mensa”. Questo il testo della breve e-mail che la Direzione Centro dell’Enea Casaccia ha mandato questa mattina, alle 11.12, a tutti i dipendenti per informarli che oggi sarebbero stati “a dieta”. O che avrebbero dovuto provvedere da soli. Dunque, niente mensa, anche se la Direzione ha cercato di correre ai ripari con personale ‘esterno’ della stessa ditta cooptato almeno per la distribuzione dei cestini. Tentativo per altro fallito per la solidarietà di tecnici, ricercatori e impiegati della Casaccia che hanno rifiutato di ritirare il cestino dai ‘crumiri’, come li hanno definiti.
Lo sciopero dei circa 36 dipendenti Serist nasce dalla decisione della ditta di mandare, con un semplice avviso recapitato da un funzionario, 16 di loro in “ferie obbligatorie”, senza nemmeno considerare che alcuni di questi erano già in servizio fin dalle 6 della mattina. Così, un’assemblea dei lavoratori, cui hanno partecipato anche alcuni rappresentanti Rsu Enea Casaccia, ha deciso lo stato di agitazione.
Qualcuno ne ha approfittato per digiunare, gli altri hanno fatto fare grossi affari alle rosticcerie e alimentari della zona, tra Anguillara e Osteria Nuova, mentre carabinieri e polizia intervenivano nella sala mensa per garantire la distribuzione dei cestini che, appunto, nessuno però ha ritirato.
E dire che recentemente l’Enea ha riconosciuto alla Serist l’aumento di un euro per ogni buono pasto e una proroga del contratto per i prossimi quattro mesi. Concessione che però, stando a quanto dicono i sindacati della Casaccia, non solo “non si è tradotta in un aumento della qualità della mensa”, ma “addirittura prelude alla Cassa Integrazione di una buona fetta dei dipendenti, il che significa ulteriori disagi per il servizio stesso”.
La situazione della Casaccia, peraltro, fa il paio con quella dell’altro centro Enea di Frascati, dove i dipendenti Serist sono in sciopero da venerdì scorso per le stesse motivazioni. “Abbiamo diffidato i vertici Enea dall’avallare le decisioni della ditta e li abbiamo esortati a intraprendere ogni azione che riconduca la Serist all’ottemperanza degli obblighi contrattuali, nei quali sono incluse le garanzie del personale. E sosterremo qualunque forma di lotta i lavoratori Serist vorranno intraprendere”, fanno sapere i sindacati. Dunque, il braccio di ferro continua e anche per domani in Casaccia dovranno organizzarsi per il “pranzo al sacco”.
Comunicato Circolo Ecodem Enea Casaccia