22/01/2011
di redazione
Si riaprono le polemiche sul pedaggio del Grande Raccordo Anulare, dopo che il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha affermato ieri che dal primo maggio anche il G.R.A. sarà a pagamento. Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha annunciato un ricorso al Tar contro quello che ha definito “un iniquo balzello” e anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha aderito alla proposta. Per il consigliere provinciale Pd Emiliano Minnucci “questo Governo che avrebbe dovuto tagliare le tasse, le sta continuamente aumentando. Ospedali chiusi, drastica riduzione delle risorse. Ora si torna a parlare di pedaggi sul Gra, un’ipotesi contro la quale ci mobiliteremo con tutte le forze e i mezzi possibili, con un nuovo ricorso se neccessario, come annunciato dal presidente Zingaretti”. “E’ chiaro ormai – prosegue Minnucci – che con la destra e per compiacere la Lega, a pagare saranno sempre e soltanto i cittadini del territorio, con un sindaco di Roma specializzato in annunci ma poco ferrato in coerenza e concretezza. La scorsa volta, sui pedaggi Alemanno aveva infatti promesso di fare fuoco e fiamme ma poi se n’era rimasto zitto a guardare. Apprezziamo che oggi abbia invece aderito subito al ricorso al Tar annunciato dalla Provincia di Roma, una scelta di buon senso che deve vedere tutte le istituzioni unite”. Sulla questione, dopo le proteste degli amministratori di Roma e del Lazio, è intervenuto anche il ministro dei Trasporti Altero Matteoli che ha precisato la portata del provvedimento, contenuto in un Dpcm (Decreto del presidente del consiglio dei ministri) che tra l’altro non è stato ancora licenziato dal Governo. Secondo Matteoli il GRA sarà a pedaggio ma senza aggravi per i pendolari e nemmeno per chi usa il raccordo per spostarsi nell’ambito cittadino.