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Manovra. Province: avanti con le aree metropolitane

25/08/2011

di redazione

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“In questo momento in cui si parla, in toni per lo più semplicistici, di eliminare tutte le Province, è necessario che il Governo faccia piuttosto un passo avanti verso la costituzione delle aree metropolitane. Nel caso della Provincia di Roma, da tre anni il centrosinistra sostiene la necessità di superare l’attuale assetto con la creazione della Città metropolitana di Roma Capitale. Una previsione peraltro inserita sin dall’approvazione della legge 142/1990 tra le aree metropolitane del Paese, alle quali non è mai stata data attuazione e rimaste costruzioni istituzionali meramente formali” dichiara il consigliere della commissione Riforme Istituzionali della Provincia di Roma, Paolo Bianchini.
“Alla nuova istituzione – prosegue – si affiderebbero una serie di competenze precise su temi vitali che riguardano l’area vasta della Capitale, come trasporti, rifiuti, mobilità, sviluppo economico e gestione del sistema idrico. Ci troviamo invece davanti a proposte connotate da superficialità, se non ignoranza, vedi Alemanno che durante uno dei suoi soggiorni montani ha proposto di sostituire il Consiglio provinciale con l’Assemblea dei sindaci. Un’ipotesi – sottolinea Bianchini – che non solo non comporta l’eliminazione della Provincia, in quanto rimarrebbe l’istituzione e soltanto l’assemblea elettiva sparirebbe, con un risparmio minimo, ma determinerebbe l’ingestibilità di interventi come la viabilità, il sistema dei rifiuti, la tutela ambientale, del tema del lavoro, della formazione, della scuola nell’ambito delle competenze. Non si capisce tra l’altro nel caso si procedesse all’abolizione dell’Ente, da chi dovrebbero essere gestiti questi servizi”.
“Torna dunque – conclude Bianchini – più che mai di attualità ed emerge in tutta la sua forza la proposta del centrosinistra di fondere in un’unica istituzione competente il Comune e la Provincia di Roma, trasformando in Comuni gli attuali Municipi. Aspettiamo cosa sarà capace di dire in merito Alemanno, la cui visione di governo sembra ispirarsi ad una assemblea di condominio. Oltre a sbandierare la sua idea di abolizione, non ci dice infatti come organizzerebbe concretamente i servizi e quali istituzioni dovrebbero occuparsene visto che la Regione non è ente di gestione ma di programmazione e di legislazione”.
Intanto domani mattina il gruppo del Partito democratico della Provincia di Roma sarà accanto ai sindaci dei piccoli comuni nella loro battaglia contro la cosiddetta norma “taglia-comuni”. “Non è annullando storiche identità territoriali che si riducono i costi della politica, in una manovra economica paravento che si accanisce su realtà che ben poco incidono sulle casse dello Stato, mentre non si vede concretezza, ad esempio, sull’ipotesi di dimezzamento del numero di parlamentari, una proposta che vede il Pd in prima linea” afferma il capogruppo del Pd della Provincia di Roma, Emiliano Minnucci. “Il governo non può pensare di far pagare il suo fallimento a questi piccoli centri – conclude Minnucci – con l’accorpamento che non si tradurrebbe in vero risparmio quanto in disgregazione dell’identità dei luoghi e annullamento della volontà popolare”.