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Dossier di Legambiente sul “Piano Casa”: “Va ritirato, è edilizia creativa”

01/08/2011

di redazione

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Legambiente sta protestando da giorni con forza contro il nuovo Piano Casa che la Regione Lazio intende adottare. Venerdì 29 luglio, l’associazione ambientalista ha anche tenuto un presidio di fronte alla sede del Consiglio regionale, esponendo uno striscione con la scritta “No al cemento”, e mostrando una casa in cartone davanti all’ingresso della Pisana con un cartello “Condonate pure questa!”, per ribadire la contrarietà alle norma per la definizione delle domande di condono che nascondono una nuova sanatoria per vecchi abusi edilizi ed eliminare dall’ambito di applicazione del piano gli edifici condonati.

Secondo Legambiente, il Piano Casa non ha nessun rispetto per le aree agricole, per i parchi, i centri storici e gli edifici vincolati. “Basta con lo sfascio del territorio, nel Lazio bisogna rispondere alle vere domande dei cittadini, al fabbisogno di casa e al diritto all’abitare, alla riqualificazione delle periferie e alla cura dei quartieri nati male, alla necessità di spazi per le piccole imprese, riscoprendo l’interesse pubblico dell’urbanistica, non distribuendo a pioggia inutili cubature – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio.”

Nel dossier (scaricabile integralmente nel link in basso) sul Piano preparato dall’associazione ambientalista, si mettono in luce gli aspetti più controversi del progetto della Regione, che ad esempio al comma C – Capo II – Misure straordinarie per il Settore Edilizio – stabilisce che gli “interventi di ampliamento, adeguamento sismico, ristrutturazione, sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione, cambiamento di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale, recupero degli edifici esistenti”, possono essere eseguiti “nelle Aree Naturali Protette”, in specie “nelle zone di promozione economica e sociale individuate dai Piani di Assetto vigenti delle Aree Naturali protette, ossia in assenza dei Piani d’Assetto, delle zone B individuate dalle Leggi istitutive delle Aree Naturali protette, ai fini dell’applicazione delle disposizioni di salvaguardia”. Insomma, secondo Legambiente, solo considerando i parchi dell’area romana, le aree potenzialmente interessate dagli interventi ammontano a ben 1.559 ettari.
Inoltre, Legambiente punta il dito contro gli emendamenti proposti dall’assessore Udc allo Sviluppo del Territorio e all’Urbanistica, Luciano Ciocchetti, in cui per gli ospedali privati dismessi sarebbe consentito il cambio di destinazione d’uso a residenziale, con aumento delle volumetrie, e la possibilità di ampliare le attività di cave in esercizio nelle aree sottoposte a vincolo ai sensi della l.R. 6 luglio 1998 n. 24, specificamente in quelle individuate come Paesaggio Naturale e Paesaggio Naturale Agrario.

Il dossier di Legambiente sul Piano Casa (file pdf)