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Agricoltura. Un convegno per spiegare come “fare di più e meglio con meno”

06/07/2011

di Alessandra Lombardi

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Fare di più e meglio con meno, ovvero, imparare a inquinare di meno, a consumare meno energia, a risparmiare le risorse naturali, e vivere meglio, in tanti. Questo il tema del convegno dal titolo “Nuove pratiche agricole e importanza dell’innovazione e dello sviluppo delle tecnologie sostenibili nel nostro territorio”, organizzato sabato 2 luglio dall’associazione “L’agone nuovo” nella sala consigliare di Anguillara. “Si tratta di far fronte alle esigenze di migliore qualità e di equità sociale, delle presenti e future generazioni, senza compromettere l’ambiente, il clima, e le risorse naturali del nostro pianeta, valorizzando anzi la qualità ambientale come fattore cruciale del benessere economico e sociale” ha detto nell‘introduzione Giovanni Furgiuele, presidente dell’associazione.
L’idea non era tanto di proporre delle soluzioni, che peraltro, ancora non ci sono, quanto di aprire un dibattito, di coinvolgere direttamente i cittadini. Infatti, il ricercatore Sergio La Motta, ha specificato che elementi essenziali di qualsiasi scenario energetico del futuro sono l’efficienza e il risparmio e che questi presuppongono il coinvolgimento capillare della popolazione. Non esiste una unica fonte rinnovabile in grado, da sola, di soddisfare il nostro fabbisogno energetico: la soluzione si potrà trovare con un insieme di piccoli impianti (energia solare, geotermica…), puntando anche sulla consapevolezza dei cittadini che dovranno sviluppare nuove abitudini di vita.
Lo stresso vale per l’agricoltura. Ancora un ricercatore, Salvatore Scaglione, ha spiegato come nel 2050, per alimentare correttamente la popolazione mondiale, si dovrebbe poter dedicare all’agricoltura un intero continente nuovo con una superficie pari a quella del Sud America. “Con le tecnologie attuali – ha sottolineato Enrico Stornati, assessore all’Ambiente del Comune di Anguillara – la sfida è propria quella di sviluppare nuove pratiche e tecnologie senza per questo sacrificare la qualità dei prodotti e, tanto meno, l’ambiente”.