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Serve un Piano Regolatore che possa rispondere alle vere esigenze dellà città

31/05/2010

di Rifondazione Comunista Ladispoli

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In data 29 Marzo 2010 il Dipartimento Territorio della Direzione Regionale Ambiente e Cooperazione Tra i Popoli della Regione Lazio con documento protocollato n° 081744, ha trasmesso la “Relazione Tecnica di Valutazione Ambientale relativa ai progetti di porto turistico in località Torre Flavia e Fosso Vaccina” che si vorrebbero realizzare a Ladispoli. Grazie al contributo del nostro gruppo consigliare regionale, siamo entrati in possesso di tale documento che già nella lettera di trasmissione avverte “.. i principali elementi di criticità (…) si ritiene possano precludere la possibilità di realizzare le opere in oggetto sul piano della fattibilità ambientale”. Nella Relazione Tecnica allegata dove vengono elencati e descritti i suddetti elementi, riferendosi alle “proposte portuali” che “gli interventi risultano essere non mitigabili e costituiscono il presupposto per un ulteriore riduzione degli arenili, soprattutto nella fascia costiera a nord”. Nelle conclusioni l’elaborato regionale chiude affermando “le proposte di realizzazione di un porto a Torre Flavia e alla foce del fosso Vaccina risultano totalmente incompatibili con il contesto paesaggistico ed ambientale dell’area”. Alla luce di questo importante e competente parere emesso dalla Regione Lazio è evidente che dal punto di vista della sostenibilità ambientale, la possibilità di realizzare i porti a Ladispoli si sia veramente esaurita. Dal punto di vista politico il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Cerveteri e di Ladispoli più volte all’interno della coalizione di centrosinistra aveva espresso perplessità e contrarietà rispetto a questo tipo di operazioni che se realizzate, stravolgerebbero fino alla compromissione il tessuto socio-ambientale e la vocazione turistica ed economica della nostra Città. Il circolo del PRC nell’accogliere quindi con soddisfazione questo parere tecnico chiede e rappresenta a chi anche nella maggioranza di governo vorrebbe prescindere dai pareri sopra descritti, di cambiare la propria impostazione politica. Partendo proprio dalle osservazioni da fare al nuovo Piano Regolatore ora è necessaria una visione urbanistica della Città che possa rispondere alle vere esigenze di chi la abita e una politica che mitighi le aspettative di chi animato da comprensibili interessi chiede però maggiore consumo di suolo agricolo e di risorse (vedi l’acqua), ma che di fatto come nel caso in esame anche l’erosione delle coste dalle quali dipendono il lavoro, la vita e la qualità della stessa della nostra comunità .