18/03/2011
di Francesco Menichini
Fratelli d’Italia. Così si sono sentiti ieri tutti i partecipanti della cittadina balneare ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia che hanno avuto buon seguito anche grazie alla clemenza del tempo che ha risparmiato la mattinata dalle insistenti piogge.
Il ritrovo alla stazione ferroviaria ha visto come protagonisti i membri della banda musicale “La Ferrosa” che, puntualissima, ha dato inizio alla festa intonando la Marcia iniziale e l’Inno di Mameli. Forte la presenza delle Forze Armate e delle associazioni di volontariato (fra le altre l’ass. Arma Aeronautica sezione Ladispoli-Cerveteri, Protezione Civile La Fenice, ass. Nazionale Bersaglieri sezione Armando Angelini,i Marinai d’Italia e la C.R.I).
Poi, attraversando tutto viale Italia, i partecipanti hanno iniziato a muoversi verso piazza Monumento ai Caduti dove sono giunti intorno alle 10.20. Il sindaco Crescenzio Paliotta ha tagliato il nastro tricolore, simbolo della nascita del paese, e ha reso omaggio ai caduti ponendo sull’altare una corona d’alloro. La giornata è poi proseguita in piazza Rossellini, dove è stato issato il tricolore e cantato in coro l’inno nazionale. Paliotta ha voluto salutare tutti e spiegare ciò che realmente significa questa festa: “Nel 1861 nasceva un sogno – ha dichiarato il sindaco – da una semplice espressione geografica era nata l’Italia unita. Ciò non è solo un punto di arrivo ma anche un punto di partenza. Un percorso che ha visto momenti epici ma anche drammatici come le due guerre e che continua ad avere divisioni interne. Non dobbiamo fermarci ma liberare ancor di più la nazione da ideali razzisti errati, accettiamo tutti perché sono gli ideali che valgono e non il paese di provenienza”.
Quindi, la parola è passata al presidente del Consiglio Comunale, Maria Caredda, e al presidente del Consiglio Comunale dei giovani, Daniele Pierangelini, che hanno spiegato le origini del tricolore e i significati della bandiera che, nonostante le tante difficoltà, è sempre lì a dimostrare che tutti noi facciamo parte di un’unica grande nazione
Lo sport ha fatto da cornice a tutta la manifestazione: contemporaneamente alla parata si è svolta una gara podistica non competitiva di 2,5 km sul lungo mare battuto da un forte vento, mentre alle 11, in piazza Rossellini, si sono potuti ammirare gli incontri di scherma tra i giovani della scuola Ariete 95 di Ladispoli e i professionisti titolati del Club Scherma Master di Roma. I 20 atleti che si sono alternati in pedana hanno mostrato le loro abilità nelle discipline spada, fioretto e sciabola.
“L’Italia chiamò” e Ladispoli ha risposto in grande stile.