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Elezioni. Paolo Bianchini: "E' un confronto tra conservazione e innovazione"

06/05/2011

di redazione

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È ormai iniziato il conto alla rovescia per le elezioni amministrative: facciamo il punto della situazione con il consigliere provinciale Paolo Bianchini, presidente della Commissione Politiche del Lavoro e Attività Produttive. Come valuta il confronto elettorale nei comuni di Anguillara e di Trevignano?
“In entrambi i comuni il confronto non è soltanto tra destra e sinistra ma tra conservazione e innovazione. Il centrodestra ripropone, tranne rare eccezioni, le stesse facce da vent’anni, ad Anguillara persino i simboli dei partiti. E pensa di sopperire alla mancanza di proposte, con uno sfacciato ricorso a metodi clientelari, che fanno leva sul bisogno e la disperazione delle famiglie.
Il centrosinistra invece si è impegnato in due operazioni di forte rinnovamento generazionale e di metodo, con lo straordinario esperimento delle primarie a Trevignano, e attraverso il coinvolgimento di importanti espressioni della società civile ad Anguillara. Basti pensare che nel Comune sabatino su sedici candidati soltanto sei mi risulta abbiano in tasca una tessera di partito”.
Le candidature di Pizzorno e Galloni rappresentano quindi le due principali novità in un contesto che vede protagoniste sempre le stesse persone.
“Due persone capaci, serie e con una lunga esperienza professionale alle spalle: Pizzorno come avvocato stimato e disponibile, Galloni in ruoli di responsabilità nell’amministrazione pubblica al Comune di Roma. Due espressioni connotate da un intenso impegno sociale e politico, aperte al confronto e con una visione chiara sulle urgenze delle comunità che si candidano ad amministrare. Credo sia proprio la visione ciò che fa la differenza tra i due schieramenti: non uno scontato elenco di promesse, quanto piuttosto un’idea del futuro che lega in un mosaico coerente i progetti da realizzare”.
Lei ha più volte criticato l’operato del centrodestra – dal governo nazionale alla giunta Alemanno – che tenta di risolvere i problemi trasferendoli nell’hinterland della provincia. Il tema dell’acqua e la gestione dei rifiuti e della nuova discarica, i pedaggi autostradali e la questione nomadi.
“I cittadini dei comuni che vanno al voto, nella nostra zona come nel resto della provincia, devono avere chiaro che votare il centrodestra significa consegnarsi nella mani dell’amministrazione Alemanno, la peggiore ad aver governato Roma dal dopoguerra. Il caso di Castelnuovo di Porto, dove un sindaco del Pdl è stato completamente ignorato nelle sue proteste di fronte al trasferimento indiscriminato di persone deportate dalla periferia romana, abbandonato a fronteggiare da solo i problemi che una presenza così massiccia di soggetti in situazione di disagio rappresenta per un piccolo comune, dovrebbero far riflettere tutti gli abitanti dei paesi della provincia sul disprezzo e sulla superficialità.
Il dramma dell’acqua è un altro esempio di come il diritto sacrosanto ad avere un’acqua pulita venga sacrificato sull’altare della voracità del Comune di Roma. Pochi giorni fa, infatti, lo stesso comune ha impedito l’approvazione di una proposta della Provincia di Roma di destinare il 50% degli utili di Acea Ato 2, gestore del servizio in 92 comuni della provincia, a investimenti con priorità per i comuni in emergenza idrica per l’arsenico e i fluoruri. Gli utili, pari a 59 milioni di euro sono stati destinati ai dividendi, ossia agli azionisti di Acea, di cui il Comune di Roma possiede il 51 per cento. E i cittadini sono rimasti con i veleni nell’acqua.
Lo stesso discorso vale per i rifiuti che Alemanno voleva scaricare ad Allumiere o a Riano, con la complicità del Governo e nel silenzio colpevole della Regione. Per ora il pericolo è stato scongiurato dalla ferma opposizione dei comuni e dell’intero Consiglio provinciale, ma nessuna soluzione è ancora all’orizzonte. E in città non c’è nessun investimento sulla differenziata, a parte qualche ridicolo esperimento con i furgoni itineranti in alcuni quartieri”.
Anche il tema del lavoro riveste un ruolo centrale. Ritiene che dal centrodestra siano arrivati progetti reali e investimenti concreti per sostenere l’economia e rilanciare lo sviluppo?
“Gli ultimi due anni sono trascorsi senza che una proposta, un’idea, un progetto di sviluppo e la creazione di occupazione abbia visto la luce. L’area artigianale ferma; il piano di zona 167 pronto da due anni e non ancora partito, che avrebbe potuto dare lavoro agli artigiani di Anguillara vittime della crisi dell’edilizia, oltre ad abitazioni a costi contenuti per i cittadini; nessuna opera pubblica, tranne quelle finanziate dal centrosinistra. A questo aggiungiamo la totale inerzia nella valorizzazione turistica del territorio, né sul piano della promozione del prodotto Anguillara, né sul potenziamento dei servizi per favorire il turismo. L’annosa questione dei parcheggi a ridosso del centro e della spiaggia di Vigna di Valle sono stati risolti con le strisce blu della sosta a pagamento. Probabilmente per il centrodestra creare lavoro vuol dire moltiplicare le promesse di posti nelle municipalizzate di Roma, come si dice in giro per il paese.
Noi proponiamo uno sviluppo basato sulle risorse di Anguillara, sul suo centro storico, potenziandone la ricettività, sulla valorizzazione dei prodotti, come è già avvenuto con il broccoletto, ormai conosciuto a livello internazionale, con un’esperienza replicabile per altri prodotti agricoli, e anche per il pesce del lago. Uno sviluppo che usi il territorio senza consumarlo irreversibilmente, per costruire una comunità che non sia una colonia di Roma, ma sia consapevole che il futuro è nelle sue mani”.