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Giudici di Pace: sciopero dal 17 al 28 gennaio

05/01/2011

di Gabriele Longo e Alberto Rossi (UNAGIPA)

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giustizia-bilancia

La gravità della situazione impone a tutti i colleghi, giovani e meno giovani, un’attenta riflessione sui recenti accadimenti politici:
Nonostante gli incontri e le assicurazioni avuti con il Ministro Alfano durante l’anno 2010, lo stesso Guardasigilli ha proposto al Consiglio dei Ministri – convocato per il 30 novembre 2010 e poi rinviato all’ultimo momento- un disegno di legge sulla riforma della magistratura onoraria quasi identico a quello già elaborato dal Ministero della Giustizia nel dicembre del 2009 e ritirato dopo gli scioperi indetti dall’Unione a dicembre 2009 e gennaio 2010.
E’ bene ricordare che il progetto ministeriale di riforma:
a) non assicura la continuità del rapporto;
b) non prevede nessuna forma di copertura previdenziale e assistenziale;
c) mina l’autonomia dei giudici di pace, sottoposti alla direzione del giudice di appello (magistrato di Tribunale), previa soppressione dei coordinatori;
d) prevede la non rinnovabilità dell’incarico già in presenza di un ammonimento;
e) pregiudica la rappresentanza dei Giudici di pace nei Consigli Giudiziari (l’elettorato passivo spetta a 7.744 giudici onorari dei quali solo 3.200 gdp);
f) aggrava il regime delle incompatibilità con l’esercizio della professione forense, permessa solo fuori dal distretto nel quale si svolge l’attività di gdp;
g) preannuncia, tramite la clausola di invarianza finanziaria, una sensibile riduzione delle indennità dei giudici di pace, i quali, una volta cancellati come autonoma categoria, non si vede per quali ragioni dovrebbero percepire indennità che non spettano ai nostri presunti “fratelli” (GoT e Vpo).
IL PROGETTO DI FATTO ESTENDE A GOT E VPO GLI ISTITUTI PREVISTI DALLA NOSTRA LEGISLAZIONE E PEGGIORA LA CONDIZIONE DEI GIUDICI DI PACE
Ma non basta. Come primo segnale di piena operatività del Governo, nel recente decreto legge di fine anno, la proroga dei termini in scadenza è stata limitata al 31 marzo 2011 (un Governo che si prepara al voto elettorale avrebbe perseguito una politica radicalmente opposta), escludendo i colleghi il cui terzo mandato scade durante l’anno 2011. Non occorre un particolare acume per comprendere che è intenzione del Governo di presentare nei prossimi giorni, e sicuramente prima del 31 marzo 2011, il famigerato progetto di controriforma della magistratura onoraria. Intanto il Ministero ha predisposto un progetto di revisione degli organici inviato silenziosamente al CSM a fine dicembre.
A prescindere da ogni intervento legislativo, la revisione degli organici rimette in marcia nomine e concorsi (Ricordiamo che emendamento fatto inserire dall’Unione alla legge Bossi Fini del 2004 prevede il blocco fino alla revisione degli organici)
Ci aveva già provato il Ministro Scotti a riaprire i concorsi e le nomine !
Allora se arrivano nuovi giudici che bisogno ci sarà di prorogare i colleghi in servizio (del primo e secondo concorso) oltre il 31 marzo!
Non occorre un particolare acume per comprendere che lo sciopero di due settimane, a partire dal 17 gennaio prossimo, costituirà una delle ultime opportunità che avremo per far sentire con forza la nostra voce.
Siamo rimasti attoniti dinanzi alla lettera del Presidente dell’Angdp Vincenzo Crasto, che, rispondendo ad un nostro invito per un’azione comune, ci ha prospettato un presunto appoggio dell’ANM (!!!) di cui ben conosciamo le ultime dichiarazioni al Congresso del novembre 2010. Nella missiva dietro la “facciata” di una purtroppo inesistente “unità di intenti”, da noi ripetutamente auspicata e richiesta, ma mai raggiunta, leggiamo, tra le righe, la volontà di non aderire allo sciopero, senza alcun valido motivo che la giustifichi (i tempi per confrontarsi, con noi ed al loro interno, c’erano, considerato che lo sciopero del 17 gennaio è stato proclamato il 3 dicembre).
Ci auguriamo che la base dell’Associazione sia in grado di persuadere i propri rappresentanti ad un ragionevole e tempestivo ripensamento.
L’augurio si estende a tutte le altre organizzazioni rappresentative di categoria, del pari tempestivamente informate delle nostre azioni ed invitate al confronto.
Noi dell’Unione, sempre a servizio degli interessi dei giudici di pace, ci assumiamo la responsabilità di chiamare tutti i colleghi allo sciopero ed a tutte le altre azioni che saranno necessarie:
per bloccare un progetto negativo e assurdo per confermare le nostre richieste (continuità, previdenza, indipendenza dei gdp, revisione e razionalizzazione indennità),
oltre che per una ragionevole proroga per tutti i colleghi in scadenza ed evitare improvvisate nuove nomine (potremmo modificare il decreto in sede di conversione).
In passato abbiamo dimostrato di essere in grado di portare avanti scioperi (nel dicembre 2009 e del gennaio-febbraio 2010), incomprensibilmente “boicottati” dall’Angdp, e rilevatisi un successo, sia per le adesioni, sia per i risultati conseguiti (congelamento del progetto di controriforma, che, oggi, senza le nostre azioni, sarebbe già legge dello Stato!).
Oggi invitiamo tutti i colleghi di dimostrare nei fatti, con azioni concrete e non sterili e vuote parole, la compattezza e l’unità della categoria, aderendo massicciamente allo sciopero del 17-28 gennaio 2011 e ribadendo, da parte nostra, la totale disponibilità al confronto per ogni ulteriore azione presente e futura.