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Rifiuti, Nieri e Zaratti presentano una mozione contro la discarica a Palidoro

06/07/2011

di redazione

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L’idea di far nascere una discarica a Palidoro non piace a nessuno. Il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino prosegue la sua lotta con la manifestazione di sabato 9 luglio, dai paesi limitrofi interessati (Anguillara, Bracciano, Cerveteri e Ladispoli) si riscontra una buona partecipazione e una graduale presa di coscienza sul rischio “ecologico” che si presenterebbe. Molte le reazioni anche dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli. Secondo i consiglieri di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio, Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, "l’ipotesi di realizzare una discarica e un inceneritore nell’area di Pizzo del Prete in località Palidoro, nel Comune di Fiumicino, è scellerata. Una decisione che rischia di danneggiare irrimediabilmente un’intera area oggi dedicata all’agricoltura biologica con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro. Stiamo parlando di un paesaggio agrario di rilevante valore, così come classificato dal Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr), la cui disciplina di tutela esclude la possibilità di realizzare discariche. Inoltre la zona risulta contigua a una più vasta area denominata Valle del Rio Palidoro e del Fosso delle Cascate, classificata quale bene paesaggistico identitario della Campagna Romana”.
“Per questo motivo – aggiungono gli esponenti di Sel – abbiamo presentato una mozione che impegna la Giunta regionale a escludere Pizzo del Prete come sito per la discarica e a rinviare le scelte successivamente all’approvazione del piano dei rifiuti, promuovendo in ogni caso forme di reale consultazione e partecipazione dei cittadini nelle scelte da effettuare”.
“Nell’area di Pizzo del Prete – proseguono Zaratti e Nieri – opera oggi un’azienda biologica che si estende su 200 ettari. Non solo. Altre aziende biologiche e altre aziende agricole, tra cui la stessa azienda agricola a Castel di Guido di proprietà del Comune di Roma che sorge su terreni regionali, rischiano di non poter proseguire le loro attività, oggi incentrate su prodotti di qualità che difficilmente si sposano con la presenza di discariche e inceneritori. Costringere alla chiusura queste aziende significa anche sconfessare le stesse politiche regionali. La Regione Lazio ha, infatti, promosso numerose leggi e atti amministrativi per sostenere le politiche agricole, biologiche e di qualità che verrebbero con questa scelta invece penalizzate”.
“Con questa mozione, dunque – concludono i due consiglieri – intendiamo convincere la Giunta a ripensare le sue decisioni ma anche a far sì che ognuno si assuma le proprie responsabilità dopo la girandola di dichiarazioni degli ultimi giorni, quando anche esponenti del centrodestra hanno espresso la propria contrarietà alla decisione”.