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Lettera aperta al portavoce UDC

01/12/2010

di Enrico Serami (PDL)

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serami enrico

Signor portavoce dell’Udc, mi permetta, si dia una calmata: gusti una buona tazza di camomilla e si rilassi, anzi, ne offra una anche al suo leader locale, il consigliere Manciuria, e insieme cercate di riporre il livore e la malevolenza con cui vergate ogni vostro comunicato.
Pur essendo giovane, ho iniziato ad occuparmi di politica molto presto, ne conosco le asprezze e i lati meno nobili; so bene che il confronto può spesso essere duro. So anche quanto possa accendere gli animi una campagna elettorale – e probabilmente presto ne vivremo un’altra – specialmente in una cittadina di provincia.
Tutte queste cose però, non bastano a giustificare la supponenza e la superbia che ostenta ogni vostra esternazione.
Scusi signor portavoce, ma chi si crede di essere? Spieghi non solo ai lettori de Il Tabloid e Lagone ma anche a tutti i cittadini di Anguillara, quali sono le sue credenziali per ergersi a moralizzatore e per denigrare gli esponenti della maggioranza comunale. Chi le dà l’autorevolezza per definire il Vice Sindaco “mancante di leadership, carisma e sintesi politica”, il sottoscritto uno “strappalacrime” ed il Presidente del Consiglio affetto da “miopia istituzionale”?
Qual è il suo curriculum, il suo attestato professionale, il suo impegno nella vita sociale? Chiarisca come trascorre il suo tempo libero, quali sono i suoi passatempi preferiti, quale opera eticamente superiore delinea la sua prosopopea. Non certo leggere Eliot, come vuole far credere con le citazioni da Garzantina che chiudono
ogni scritto targato Udc. Anche perché, se lo facesse davvero, non sbaglierebbe la consonante del nome: C. Eliot non esiste; esiste invece George Eliot, che tra l’altro è uno pseudonimo.
Lei ha ottenuto il ruolo di portavoce dell’Udc di Anguillara: bene, ne sia fiero ma cerchi di esercitarlo nei modi e nei termini consoni a chi è incaricato di esporre il pensiero di un partito. Metta da parte i modi da camallo e rimanga sui temi. Più volte, lei e il suo partito, avete detto che vi rivolgerete agli organi competenti per accertare eventuali responsabilità di questa giunta.
Non abbiamo nulla da temere, faccia pure, ma metta la sordina ad un malanimo tale da offendere persone per bene fino a prova contraria. L’Udc non è il Sant’Uffizio né il depositario della morale assoluta. E’ un partito come gli altri con difetti e pregi che son comuni a tutti. La patente di fustigatori dei costumi e il crisma dell’immacolata
concezione, pur essendo partito d’ispirazione cattolica, non ve li ha dati nessuno.
Lei può urlare quanto vuole, può insultare e offendere gli avversari politici, può screditare l’operato e le qualità altrui, ma nessuno, dico nessuno, ad Anguillara, crederà che il consigliere Manciuria sia un Giorgio La Pira in pectore, e lei Roberto Rao.
Di contro, chiunque le potrà raccontare la mia storia e quella della mia famiglia (umile, se vuole modesta, ma dignitosa sempre, mai strappalacrime, neanche in momenti difficili) lo stesso potrà fare per ogni altro consigliere di maggioranza che sia nato e cresciuto ad Anguillara. Questo è il vantaggio di essere nati in un paese: le storie non si possono inventare. Neanche la sua.